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Oyakodon


Konbanwa amici del Giappone!
Siamo già a metà gennaio ed ecco arrivare sul blog la prima ricetta del nuovo anno! Badate bene, si tratta di una ricetta bella sostanziosa! Qualche sera fa avevo a cena delle amiche, tra di esse una è particolarmente scettica nei confronti della cucina giapponese, potevo mica non iniziarla alle meraviglie di questa cucina? Volevo farle provare un piatto tipico ma semplice, non eccessivamente particolare ma gustoso...detto fatto! Ho preparato un oyakodon, pollo e uovo cotti con brodo, salsa di soia e mirin, niente di complicato ma indubbiamente caratteristico. Pare che abbia fatto centro, la mia scettica amica ha apprezzato, possiamo quindi passare al livello successivo e provare ricettine più particolari! 😊
Ma intanto vi lascio di seguito la ricetta per preparare l'oyakodon, sentitevi liberi di usarla se anche voi avete amici scettici!😉

Ingredienti per 2 persone:
  • 300 g di fusi di pollo
  • una cipolla piccola (o mezza cipolla media)
  • 500 ml di brodo dashi
  • 3 uova
  • 1 cucchiaio di salsa di soia
  • 1 cucchiaio di sake
  • 3 cucchiai di mirin
  • 1 tazza colma di riso per sushi
  • cipolletta fresca
  • alga nori
Procedimento:
Per prima cosa prepariamo il nostro riso, qui la ricetta.
Teniamo il nostro riso da parte e proseguiamo la ricetta. Affettiamo la cipolla piuttosto finemente e tagliamo il pollo a tocchetti di circa 3 cm, se preferite potete mettere il pollo a marinare nella salsa di soia per un'oretta, io sinceramente ho preferito saltare questo passaggio per ottenere un sapore più delicato.
In una padella mettete adesso a scaldare il brodo dashi insieme alla salsa di soia, al mirin e al sake, portate ad ebollizione e aggiungete cipolla e pollo. Fate cuocere per circa 15 minuti a fuoco vivo (il brodino si ridurrà e sarà ancora più buono). Infine aggiungiamo l'uovo sbattuto e facciamo cuocere per altri 2/3 minuti, l'uovo deve rimanere un po' morbido, non crudo ma molto morbido.
Componiamo il nostro oyakodon. Poniamo il riso nelle ciotole e versiamo sopra ad ognuna il pollo con l'uovo, guarniamo a piacere con cipolletta fresca e striscioline di alga nori. Servite subito in modo da poterlo gustare ben caldo!
Itadakimasu!



Donburi: semplicità (golosa) tutta giapponese
Chi l'ha detto che un piatto semplice non possa anche essere squisito? 
I donburi ne sono la prova! Piatto tipico della cucina giapponese, spesso indicato anche solo come don (scodella), consiste in pollo, carne, pesce e verdure bollite insieme e servite sopra una ciotola di riso. Indubbiamente sostanzioso, ne esistono parecchie varianti di cui alcune davvero celebri, qui di seguito qualche esempio!
  • katsudon, cotoletta di maiale fritto (tonkatsu), cipolla e uovo  su riso
  • tendon, tempura di gamberi o pollo e verdure con salsa di soia su riso
  • unadon, anguilla (unagi) su riso
Personalmente li ritengo tutti buonissimi, ma le mie papille gustative sono particolarmente felici quando ripensano al katsudon, quindi credo proprio che il mio preferito sia quest'ultimo! 😍

Madeleine matcha e sake


Konbanwa amici del Giappone e bentornati sul mio blog!

Innanzitutto anche se in ritardo, Buon Natale! 😘 
Abbandonando per un attimo quel torpore che scandisce il tempo tra Natale e Capodanno, oggi vi propongo un dolcino che stuzzica l'appetito ma che allo stesso tempo è leggero e semplice da realizzare, ovviamente con un tocco in più tutto giapponese: le madeleine al tè matcha e sake.
Io letteralmente adoro le madeleine, ma sul serio! Le ho scoperte leggendo A la recherche du temps perdu di Marcel Proust, sono rimasta talmente affascinata dalle sensazioni che questo dolcetto aveva provocato nel protagonista che ho voluto assolutamente provarle (amo ricreare a casa i cibi che scovo in libri e film). Inutile dire che è stato amore. Le preparo spesso e volentieri, sono versatilissime e talmente buone che ad oggi raramente sono arrivate al giorno dopo. Ovviamente non potevo non provarle al matcha, ho fatto varie prove e la ricetta che vi propongo è quella che a mio parere permette di farne risaltare al meglio il sapore. Il risultato è un dolcetto soffice e dal sapore delicato, le ho gustate sorseggiando un tè verde ed erano deliziose, uno sfizietto niente male!

Ingredienti per circa 40 madeleine:
  • 3 uova
  • 150 g di zucchero
  • 180 g di farina 
  • 8 g di lievito per dolci
  • 50 ml di latte di avena
  • 2 cucchiai di sake
  • due cucchiaini di polvere di matcha
  • 80 ml di olio di semi 
Preparazione:
In una ciotola montate le uova con lo zucchero fino a che non otterrete un composto spumoso.

A parte setacciate la farina con il lievito e la polvere di matcha e unite al composto di uova e zucchero. 

Sempre mescolando aggiungete il sake e 40 ml di latte d'avena, amalgamate per bene e poi unite anche l'olio. Per ultimo aggiungete i restanti 10 ml di latte.

Fate riposare il composto per almeno 30 minuti a temperatura ambiente. 

Passati i 30 minuti versate il composto nell'apposito stampo per madeleine (per ogni formina servirà poco meno di mezzo cucchiaio di impasto. Durante la cottura la madeleine gonfierà parecchio!) e infornate a 180° per circa 15 minuti. 

Le madeleine sono perfette servite calde con una tazza di tè, ma anche fredde non sono niente male e si mantengono per almeno 3 giorni se conservate sotto una campana di vetro o in un contenitore a chiusura ermetica (ma tanto questi dolcetti sono uno tira l'altro, difficile che arrivino al giorno dopo!). 

Itadakimasu



Un tè con l'autore 
Vista la ricetta, mi prendo la libertà di portarvi con me fuori dai confini del Giappone in un viaggio che ci porterà fino in Francia, nella Parigi di inizio '900, patria di Marcel Proust. Vorrei condividere con voi il passo della madeleine, la magia di un profumo che fa rivivere il passato, così che anche gustare questo piccolo dolcetto possa trasformarsi, chissà, in un momento unico!
 
"Una sera d’inverno, appena rincasato, mia madre accorgendosi che avevo freddo, mi propose di prendere, contro la mia abitudine, un po’ di tè. Dapprima rifiutai, poi, non so perché, mutai parere. Mandò a prendere uno di quei dolci corti e paffuti, chiamati madeleine, che sembrano lo stampo della valva scanalata di una conchiglia di San Giacomo. E poco dopo, sentendomi triste per la giornata cupa e la prospettiva di un domani doloroso, portai macchinalmente alle labbra un cucchiaino del tè nel quale avevo lasciato inzuppare un pezzetto di madeleine. Ma appena la sorsata mescolata alle briciole del pasticcino toccò il mio palato, trasalii, attento al fenomeno straordinario che si svolgeva in me. Un delizioso piacere m’aveva invaso, isolato, senza nozione di causa. E subito, m’aveva reso indifferenti le vicessitudini, inoffensivi i rovesci, illusoria la brevità della vita…non mi sentivo più mediocre, contingente, mortale. Da dove m’era potuta venire quella gioia violenta? Sentivo che era connessa col gusto del tè e della madeleine. Ma lo superava infinitamente, non doveva essere della stessa natura. Da dove veniva? Che senso aveva? Dove fermarla? Bevo una seconda sorsata, non ci trovo più nulla della prima, una terza che mi porta ancor meno della seconda. E tempo di smettere, la virtù della bevanda sembra diminuire. È chiaro che la verità che cerco non è in essa, ma in me. È stata lei a risvegliarla, ma non la conosce, e non può far altro che ripetere indefinitivamente, con la forza sempre crescente, quella medesima testimonianza che non so interpretare e che vorrei almeno essere in grado di richiederle e ritrovare intatta, a mia disposizione (e proprio ora), per uno schiarimento decisivo. Depongo la tazza e mi volgo al mio spirito. Tocca a lui trovare la verità… retrocedo mentalmente all’istante in cui ho preso la prima cucchiaiata di tè. Ritrovo il medesimo stato, senza alcuna nuova chiarezza. Chiedo al mio spirito uno sforzo di più…ma mi accorgo della fatica del mio spirito che non riesce; allora lo obbligo a prendersi quella distrazione che gli rifiutavo, a pensare ad altro, a rimettersi in forze prima di un supremo tentativo. Poi, per la seconda volta, fatto il vuoto davanti a lui, gli rimetto innanzi il sapore ancora recente di quella prima sorsata e sento in me il trasalimento di qualcosa che si sposta, che vorrebbe salire, che si è disormeggiato da una grande profondità; non so cosa sia, ma sale, lentamente; avverto la resistenza e odo il rumore degli spazi percorsi…All’improvviso il ricordo è davanti a me. Il gusto era quello del pezzetto di madeleine che a Combray, la domenica mattina, quando andavo a darle il buongiorno in camera sua, zia Leonia mi offriva dopo averlo inzuppato nel suo infuso di tè o di tiglio."
(Marcel Proust, Dalla parte di Swan)

Siamo usciti un po' fuori dai confini del Giappone questa volta, ma l'unione di due culture è sempre affascinante, no? Approfitto del momento anche per augurarvi un felice anno nuovo! Ci rivediamo nel 2019! 

Sayonara 😘

Shogayaki: maiale allo zenzero


Konbanwa amici del Giappone! 😘
Oggi torno dopo un bel po' di tempo con una ricettina giappo che profuma di tradizione! Sto parlando dello shogayaki o buta no shogayaki, il maiale allo zenzero (shoga è lo zenzero, yaki indica la cottura alla griglia). Tra i piatti giapponesi a base di carne di maiale, questo è uno dei più diffusi (dopo il tonkatsu, nessuno può battere il tonkatsu!) ed è anche uno dei più semplici da realizzare, infatti tra tempo di marinatura e cottura, in un'oretta avrete il pasto bello e pronto!
Diffuso soprattutto nella cucina casalinga, è ottimo sia caldo che  freddo, dunque perfetto da piazzare in un bel bento! Buona e pratica, è questa la cucina che amiamo!  😉
Detto ciò, direi di passare alla ricetta!

Ingredienti per 2 persone:
  • 4 fettine non troppo spesse di lonza di maiale
  • 20 g di zenzero fresco
  • 3 cucchiai di sakè
  • 1 cucchiaio di salsa di soia 
  • 1 cucchiaio di mirin
  • 1 spicchio d'aglio
  • olio di semi
  • un quarto di cavolo cappuccio tritato
  • pomodori
Procedimento:
Per prima cosa prepariamo la marinatura. In una ciotola versate la salsa di soia, il mirin, il sakè, lo spicchio d'aglio schiacciato e lo zenzero grattugiato, mescolate per bene. 
Prendete adesso la carne e battetela leggermente, poi ponetela all'interno della ciotola con la marinatura. 
Lasciate a marinare in frigo per almeno 1 ora (se preferite un sapore più intenso prolungate il tempo di marinatura).
Passato il tempo, mettete a scaldare in padella due cucchiai di olio e fatevi rosolare la carne. Aggiungete due cucchiai di liquido di marinatura filtrato e fate cuocere per circa 5 minuti (o comunque fino a che la carne sarà ben cotta). 
Servite accompagnandolo con del cavolo cappuccio tritato finemente e con del pomodoro.

Il tocco in più: per arricchire il piatto, potreste aggiungere anche della cipolla affettata in modo sottile al momento della cottura della carne. Sicuramente il sapore sarà più deciso!

Itadakimasu!


Spero che la ricetta di oggi, seppur breve, sia stata di vostro gradimento. Come sempre, appuntamento alla prossima! 
Sayonara 😘

Nikuman: panini farciti al vapore


Konbanwa amici del Giappone, e bentornati sul mio blog! 
Qui da me le giornate hanno iniziato a farsi fredde, davvero fredde! Ultimamente mi ritrovo con un po' di tempo libero quindi perchè non affrontare questi freddi pomeriggi preparando qualche spuntino caldo tutto giapponese? I nikuman sono ciò che fa al caso nostro! 😊
Conosciuti anche come butaman nella regione del Kansai, sono morbidi paninetti cotti al vapore e farciti con carne di maiale e verdure.


Molto simili ai loro corrispettivi cinesi, i baozi, in Giappone è possibile trovarli praticamente ovunque, dalle bancarelle per strada ai convenience store, e si gustano ben caldi. 
Da buon'amante degli anime prepararli è stato divertentissimo ed emozionante, però vi avverto, la preparazione è parecchio lunga, ma ne vale la pena! Sono davvero deliziosi, un'ottima merenda per combattere i primi freddi invernali! 😄


Ingredienti per circa 8 nikuman:
Per la pasta:
  • 250 g di farina 00
  • 1 bustina di lievito di birra secco
  • 1 cucchiaio di zucchero
  • 1 cucchiaino raso di sale
  • 1 cucchiaio di olio di sesamo (o di semi di girasole)
  • 60 ml di acqua calda
  • 70 ml di acqua di ammollo dei funghi
Per il ripieno:
  • 200 g di macinato di maiale
  • 2 foglie di cavolo verza bollite
  • 10 g di funghi shitake secchi
  • 1 cipolla piccola
  • 1 cucchiaio di sake
  • 1 cucchiaio di mirin
  • 1 cucchiaio di salsa di soia
  • 10g di zenzero fresco 
Procedimento:
La sera prima mettete i funghi shitake ammollo in acqua fredda. Al momento di iniziare la preparazione dei nikuman, scolateli e strizzateli in modo da far perdere l'acqua in eccesso. Ricordatevi di tenere da parte 70 ml di liquido di ammollo, servirà per l'impasto.

Passiamo all'impasto dei nikuman. In una ciotola capiente versate la farina, il lievito di birra, lo zucchero e il cucchiaino raso di sale, mescolate e aggiungete a questo punto l'acqua calda e il liquido di ammollo dei funghi. Iniziate ad amalgamare e aggiungete anche il cucchiaio di olio. Mischiate con un cucchiaio di legno e successivamente trasferitelo su una spianatoia infarinata e lavorate con le mani per circa 10 minuti, aggiungendo un po' di farina se l'impasto dovesse risultare troppo appiccicoso (per una buona lievitazione è importante che l'impasto incorpori aria, quindi lavoratelo energicamente!). Ottenuto un panetto liscio e omogeneo, riponetelo in un recipiente infarinato, coprite con pelliccola e lasciate lievitare per un'ora in un luogo caldo (vi consiglio di avvolgere il recipiente con una tovaglia e di metterlo dentro il forno spento con solo la luce accesa). 

Mentre l'impasto dei nikuman lievita, passiamo alla preparazione della farcitura. Innanzitutto fate bollire le foglie di cavolo per circa 5 minuti, privatele della parte centrale più dura e tagliatele a striscioline. 
In una ciotola capiente mettete il tritato (crudo!), aggiungete le foglie di cavolo e i funghi shitake precedentemente tagliati a pezzettini, la cipolla affettata finemente, lo zenzero grattugiato, sakè, mirin e salsa di soia. Amalgamate bene il tutto e mettete da parte.
Passato il tempo di lievitazione prendete il panetto (che avrà raddoppiato il suo volume) e suddividetelo in 8 parti. Stendete ogni pezzetto con l'aiuto di un mattarello, non troppo sottile, posizionatevi al centro una pallina di preparato di carne e richiudete formando una sorta di fagottino. Una volta che i nikuman saranno pronti adagiate ciascuno su un ritaglio di carta forno in modo che al momento della cottura non si appiccichino, fateli  riposare per circa 20 minuti. 

Passato il tempo di riposo, posizionate i nikuman (compresi di carta forno) all'interno della vaporiera, vi consiglio di metterne tre per volta perchè durante la cottura tenderanno a gonfiare, fate cuocere a fiamma viva per circa 20 minuti (se siete in possesso delle vaporiere di bambù ancora meglio, il sapore risulterà più aromatizzato. Altrimenti andrà benissimo una vaporiera multipiano). 
Servite ancora caldi, magari versandovi sopra della salsa di soia!
Itadakimasu!



Curiosità
Dei nikuman esiste anche una versione dolce, gli anman. L'impasto è sempre quello dei nikuman e sono farciti con l'an, la famosa marmellata di fagioli azuki. Se vi andasse di provarli trovate qui la ricetta per preparare l'an in casa! 😉



Spero la ricetta sia stata di vostro gradimento e come sempre, appuntamento alla prossima! 
Sayonara!   😘

Napolitan: quando gli spaghetti incontrano il Giappone!



Konnichiwa amici del Giappone!

Tempo fa su questo blog si era parlato di yoshoku, l'arte giapponese di rielaborare piatti stranieri rendendoli adatti al palato giapponese. Piatti che hanno ottenuto un successo così clamoroso da essere ormai entrati a far parte a tutti gli effetti della cucina tradizionale.Abbiamo già parlato di curry rice e korokke (le crocchette di patate), ma quello di oggi è altrettanto conosciuto e noi, da buoni italiani, lo ameremo di sicuro!
Sto parlando del napolitan (o naporitan), spaghetti conditi con salsa al pomodoro, ketchup, wurstel, pancetta, funghi e peperoncini verdi. Allora, non sentite già il profumo d'Italia!? No? Davvero strano! 😆
Scherzi a parte, sarà anche un modo strambo di mangiare gli spaghetti (per gli italiani probabilmente sembrerà piuttosto un crimine), ma perchè partire scettici? Potrebbe rivelarsi un piatto squisito, quindi, per chi volesse cimentarsi nella sua realizzazione, ecco qui la ricetta!
Ingredienti per due persone:
  • 150 g di spaghetti
  • 100 ml di salsa al pomodoro
  • 2 cucchiai di ketchup 
  • 1 cipolla piccola
  • 1 piccolo peperone verde 
  • 1 spicchio d'aglio 
  • 150 g funghi champignon
  • 80 g di pancetta 
  • 4 wurstel piccoli
  • un pizzico di zucchero
  • olio, sale e pepe q.b.
Procedimento:
Iniziamo affettando finemente la cipolla, il peperone e i funghi. 
In una padella scaldate due cucchiai di olio e fate soffriggere lo spicchio d'aglio, la cipolla, il peperone e la pancetta. Appena pronti togliete dalla padella e mettete da parte, ma ricordate di eliminare l'aglio.
Adesso tagliate i funghi champignon in fettine sottili e i wurstel in diagonale, fate rosolare finchè questi ultimi non avranno i bordi imbruniti, quindi aggiungere le verdure e la pancetta messe da parte, la salsa al pomodoro e il ketchup. Aggiustare di sale e pepe e cuocere per 1-2 minuti. Spegnere il fuoco e tenere da parte.
Adesso passiamo alla preparazione degli spaghetti. In un tegame portate ad ebollizione abbondante acqua, versare gli spaghetti e aggiungere un pizzico di sale. Scolare al dente (o, se preferite, prolungate la cottura per qualche minuto in più in modo da ottenere degli spaghetti più morbidi).
Condite con la salsa e serviteli ancora caldi aggiungendo, se vi va, una spolverata di parmigiano o di prezzemolo.
Itadakimasu!



Un tuffo nel passato: alla scoperta dei napolitan 

Correva l'anno 1945 quando, presso il New Grand Hotel di Yokohama, lo chef  Shigetada Ire, traendo ispirazione dalle razioni di cibo fornite agli ufficiali statunitensi, mise a punto questo nuovo piatto, il napolitan, come atto di cortesia verso gli ospiti.
Rispetto al piatto che conosciamo oggi, la ricetta di Shigetada Ire presentava delle varianti: non fece uso di ketchup ma di semplice polpa di pomodoro che arricchì con pancetta, aglio verdure e funghi in scatola. Per quanto riguarda gli spaghetti, cercò di renderli apprezzabili anche per i gusti dei giapponesi lasciandoli a bagno fino a raggiungere la consistenza degli udon. Col tempo la ricetta subì delle modifiche, la polpa di pomodoro, cara e di difficile reperibilità, venne sostituita con il ketchup, e vennero aggiunti i wurstel per arricchire il piatto.
Inutile dire che il piatto riscosse un grandissimo successo e oggi è considerato a tutti gli effetti un piatto della tradizione nipponica...che magari  per questa volta non invidieremo!



Spero che la ricetta sia stata di vostro gradimento, appuntamento alla prossima! 
Sayonara 😘

Curry rice


Ohayo amici del Giappone, e bentornati sul mio blog! 😘 
Era da un bel po' che mancavo, però il piatto che vi porto oggi è praticamente una celebrità in terra nipponica. Sto parlando del karē raisu, o curry rice, delizioso piatto a base di pollo o carne, verdure e curry accompagnato dall'immancabile riso in bianco. 
Il piatto di origine indiana fu introdotto in Giappone dagli inglesi durante il periodo Meiji (1868-1912), piacque così tanto ai giapponesi che lo riadattarono alla loro cucina ed oggi può essere considerato a tutti gli effetti un piatto della tradizione, soprattutto casalinga!
Preparalo in casa è semplicissimo, vi basterà procurarvi il preparato per curry giapponese, il roux (reperibili nei negozi di alimentari etnici), ed il gioco è fatto! 


Senza ulteriori indugi, ecco a voi la ricetta per gustare in casa un buonissimo curry rice alla giapponese!
Ingredienti per  2 persone:
  • 300 g di fusi di pollo
  • 2 funghi shitake (o champignon)
  • 1 patata media
  • 1 carota 
  • 1 porro 
  • 800 ml di acqua
  • 1 cucchiaino rado di cacao
  • 1 cucchiaio di concentrato (opzionale) 
  • 50 g di preparato per curry
Preparazione:
Prima di tutto preparate lo shiro gohan, e se siete nuovi su questo blog niente paura, cliccate qui per andare alla ricetta! Una volto pronto il riso, teniamo al caldo e passiamo alla preparazione del curry.
Tagliate carote, patate e funghi a tocchetti e mettete da parte, poi affettate il porro e fatelo rosolare in una pentola dai bordi alti. Quando sarà ben dorato aggiungete il pollo tagliato a pezzetti non troppo piccoli e fate rosolare per circa 2 minuti.
Aggiungete le verdure precedentemente tagliate e l'acqua e portate ad ebollizione. A questo punto lasciate cuocere per circa 15 minuti o poco più a fuoco medio. Passato il tempo togliete dal fuoco e aggiungete il preparato per curry ( 50 g corrispondono a 2 quadratini), mescolate in modo da farlo sciogliere tutto e riportate sul fuoco per altri dieci minuti in modo da completare la cottura, la consistenza dovrà risultare piuttosto cremosa. 
Servite la zuppetta calda accompagnata dal riso, e ricordate che per il curry rice le classiche bacchette non servono, ma è un piatto che va mangiato con il cucchiaio!


Curiosità culinarie dal Giappone
Se il curry rice da solo non vi bastasse, niente paura! In Giappone hanno curry di tutti i tipi, solo per citarvi i più famosi: katsu curry (cotoletta di maiale con curry), curry udon e curry pan (meraviglioso scrigno di pane farcito con curry e fritto). 
Ora, in quanto a panini strani made in Japan tempo fa avevo provato il panino con yakisoba, e diciamo che il risultato non mi aveva lasciato proprio convintissima (se ve lo siete persi vi lascio qui il link!), però il curry pan pare davvero invitante, impossibile non provarlo! Vi terrò aggiornati quindi...stay tuned!😉


Piccolo aneddoto: la prima volta che sentii parlare di curry pan fu durante la visione di un'anime, Kuroshitsuji (Black Butler), adattamento del manga di Yana Toboso. Sarà stato merito dell'affascinate Sebastian, ma da quel momento provare questo curry pan è diventato un chiodo fisso!



Sayonara! 😘

Yakisoba


Ohayo amici del Giappone e bentornati sul mio blog!

Ogni estate che va lascia dietro di se un po' di nostalgia, ma e perchè non cobatterla sperimentando ai fornelli? Se tempo fa vi avevo proposto la soba, oggi vi propongo una variente decisamente più appetitosa, la yakisoba.
Piatto della tradizione nipponica tra i più celebri, consiste in spaghettini (nonostante il nome non si tratta dei soba di grano saraceno ma dei noodles, quelli usati nel ramen) saltati sul teppan, una piatra riscaldata, con verdure e salsa otafuku


E se dico yakisoba è impossibile non pensare ai matsuri, gli affascinanti festival giapponesi, con le sue numerose bancarelle specializzate nella preparazione di questo delizioso piatto (i cuochi di yakisoba sono contraddistinti dalla fascia che portano legata in fronte per fare in modo che il sudore non coli sulla piastra).

Una bancarella di yakisoba  
Prepararla in casa è semplicissimo, a vostra scelta potrete aggiungere insieme alle verdure carne di maiale, pollo o gamberetti, e se non siete muniti di teppan niente problema, una padella antiaderente andrà benissimo lo stesso. 
Adesso lasciamoci trasportare dai profumi dei matsuri e buona preparazione! 😊

Ingredienti per 2 persone:
  • 150 g di noodles 
  • 1 carota
  • 1 cipolla
  • 1 zucchina  
  • 200 g di gamberetti freschi
  • 3 cucchiai di salsa yakisoba
  • sale e pepe q.b. 
Procedimento:
Per prima cosa affettate la cipolla e tagliate carota e zucchina a listarelle. In un'ampia padella antiaderente mettete a soffriggere le cipolle, quando saranno appena dorate aggiungete le verdure e fate saltare per circa 2 minuti. Giunti a questo punto aggiungiamo i gamberetti freschi, un pizzico di sale e pepe e facciamo saltare in padella per altri cinque minuti. Spegnete il fuoco e mettete da parte. 
Per i noodles mettete sul fuoco la pentola con dell'acqua e poco sale, portate a bollore cuocetevi i noodles seguendo il tempo indicato sulla confezione (se non riuscite a trovare i noodles ma la vostra voglia di yakisoba è troppo forte potrete usare dei normalissimi spaghetti). Una volta cotti scolateli per bene e passateli nella padella con le verdure, accendete il fuoco e iniziate a saltare a fuoco medio alto. Aggiungete i tre cucchiai di salsa yakisoba e continuate a saltare per circa 3 minuti. Spegnete il fuoco e servite ben caldi, magari guarnendo con delle striscioline di alga nori. 
Itadakimasu! 

The stranger food
Sappiamo già che la yakisoba è un piatto molto popolare in Giappone, ma sapevate dell'esistenza di un altrettanto popolare panino con yakisoba? 
L'ho scoperto guardano una puntata di Haikyuu! L'asso del volley, e accidenti! La voglia di provarlo era davvero tanto, superava persino lo scettismo iniziale al pensiero di mangiare un panino ripieno di pasta (carboidrato ripieno di carboidrato 😐). Quindi con la poca yakisoba avanzata l'ho preparato...e forse era meglio rimanere scettica! 😅 Ho faticato a finirlo, ma non voglio scoraggiarmi, molto probabilmente usare un morbisone non è stata una gran bella idea,  bisognerebbe usare un panino bello croccante, riscaldarlo e farcirlo con yakisoba calda...riproverò sicuramente!

Il mio (tristissimo) panino yakisoba


Spero che la ricetta sia stata di vostro gradimento  e alla prossima!
Sayonara 😘

Nikujaga

Durante i lunghi e freddi mesi infernali, cosa risclada più di un buon piatto caldo che profuma deliziosamente di casa? Ogni famiglia ha...