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Il paradiso dei fiori in Giappone: Hitachi Seaside Park


La collina di Miharashi e la sua distesa di nemophila blu

Konnichiwa amici del Giappone e bentornati sul mio blog!😊

Maggio è iniziato e sembra in tutto e per tutto ottobre, pioggia e cielo nuvoloso e della primavera solo un vago ricordo. Bisogna quindi colorare un po' queste giornate, mettetevi comodi e, almeno con la fantasia, voliamo in Giappone per passeggiare tra i viali di un vero e proprio paradiso dei fiori, l'Hitachi Seaside Park!

Parlando di Giappone e fiori inevitabilmente la prima cosa che viene in mente è la bellissima fioritura dei sakura tra marzo e aprile, chi non ha mai sognato di potervi assistere almeno una volta nella vita? 
Ma la fioritura dei sakura è tanto bella quanto labile e se si vuol godere di momenti magici ammirando la natura durante tutto l'anno l'Hitachi Seaside Park è il posto perfetto! 😊
Collocato nella prefettura di Ibaraki, a circa due ore di treno da Tokyo, con i suoi 350 ettari si affaccia direttamente sull'Oceano Pacifico e offre la possibilità di ammirare innumerevoli varietà di piante che si susseguono durante tutto l'anno, uno spettacolo che vi lascerà davvero estasiati.
Se la stagione invernale è resa briosa da ice tulip e gigli tigrati, la primavera e il festival Suisen Fantasy regalano lo spettacolo di oltre 600 varietà di profumatissimi narcisi e a festival ormai concluso è il momento di assistere ad un altro evento magico, presso il Tamago no mori (Foresta delle uova) infatti sarà possibile essere catapultati in un mondo di colori e profumi grazie alla fioritura di oltre 200 varietà di tulipani, uno spettacolo impressionante davvero imperdibile!

Tamago no mori e i suoi coloratissimi tulipani

Ma forse è tra aprile e maggio che la vera magia ha inizio, infatti la collina di Miharashi si tramuta in un oceano di petali blu grazie alla fioritura di circa 4 milioni di nemophile blu, i fortunati visitatori si troveranno immersi in un mondo dove l'unione di cielo, oceano  e distesa fiorita creeranno un immenso spazio che sembrerà non avere confini.
Se invece siete amanti dei colori caldi, delle atmosfere autunnali e del rosso scarlatto dei momiji (gli aceri giapponesi), all'Hitachi Seaside Park tra settembre e ottobre trovere intere dune ricoperte di cipressi d'estate, i kochia di colore rosso...insomma un parco che offre spettacoli per ogni gusto!

Le dune ricoperte da rossi kochia


Tra immense città avveniristiche sembra quasi impossibile che solo a qualche ora di distanza sia possibile godere di uno spettacolo del genere totalmente immersi nella natura, eppure la magia del Giappone è anche questo, un attimo prima sei tra luci, suoni e caos di enormi città, l'attimo dopo puoi trovarti immersa nella spiritualità dei suoi paesaggi naturali. A mio parere questi due elementi, parlando di Giappone, sono inscindibili. 

Spero che l'articolo sia stato di vostro gradimento e se vi trovare a passare per il Giappone questo meraviglioso parco dovrebbe assolutamente ientrare tra i must da vedere! 😉 
Un saluto e vi do appuntamento alla prossima! 

Sayonara! 😘

Biscotti frollini al tè matcha


Konnichiwa e bentornati nel mio blog! 😘

Non so per voi, ma per me le domeniche sono come un pendolo che oscilla incessantemente tra la noia e la fame causata dal non aver niente di meglio da fare. Quindi, onde evitare innumerevoli viaggi al frigo solo per aprirlo e richiuderlo, mi son data una mossa e ho preparato dei semplicissimi ma buoni biscottini al matcha, ideali per accompagnare il tè pomeridiano o anche da gustare leggendo qualche manga (so che ha poco a che fare con l'argomento, ma al momento ho deciso di iniziare Sailor Moon, da piccola ho amato follemente l'anime, ma la consapevolezza dell'esistenza del manga è giunta parecchio tardi, dovevo decisamente rimediare...vabbè, fine parentesi).

Ingredienti per circa 30 biscotti:
  • 250 g di farina 00
  • 2 cucchiaini rasi di tè matcha
  • 80 g di zucchero
  • 140 g di burro a temperatura ambiente
  • 1 uovo e 1 un tuorlo
  • un pizzico di sale
Procediemento:
In un recipiente setacciate la farina insieme al tè matcha, formate un buco al centro e aggiungete lo zucchero, il burro ammorbidito e tagliato a tocchetti, l'uovo e il tuorlo e il pizzico di sale.
Impastate velocemente fino ad ottenere un composto omogeneo e sodo, ricoprite con pellicola da cucina e fate riposare in frigo per almeno 30 minuti.
Trascorso il tempo di riposo, fate preriscaldare il forno a 160° e riprendete l'impasto dal frigo. Cospargete il piano da lavoro con della farina e stendete l'impasto fino ad ottenere uno spessore poco meno di 1 cm, con dei coppapasta dalle forme che preferite tagliate i biscotti e posizionateli su una teglai rivestita con carta forno. Infornate a 160° per circa 15 minuti, controllate però la cottura in modo che i biscotti non si brucino. 
Una volta pronti vi consiglio di farli raffreddare giusto un po' prima di consumarli, così da poterli assaporare per bene, quindi preparatevi una bella tazza di tè e godetevi il vostro pomeriggio in relax!😊
Itadakimasu!

 
Nota: se il sapore di tè matcha è troppo forte e preferite dei biscotti da un retrogusto più delicato potete benissimi ridurne la dose a un cucchiaino, saranno buoni lo stesso! Se invece come me adorate il sapore del matcha vi suggerisco di provare la torta zebrata vaniglia e tè matcha che troverete cliccando qui 😉


Spero la ricetta sia stata di vostro gradimento e come sempre vi do appuntamento alla prossima!
Sayonara 😄


Dango: gnocchetti di riso giapponesi


Konnichiwa amanti del Giappone e bentornati sul mio blog!😘

Oggi giornata un po' fiacca, le giornate di sole vanno e vengono, e per superare quest'apatia concedersi un dolcetto giappo mi pare la soluzione ideale!
Parliamo infatti di dango, gnocchetti di riso glutinoso serviti in spiedini tanto buoni quanto carini e talmente popolari in Giappone che sicuramente vi sarà capitato di vederli in anime e manga. 
In Giappone è possibile gustarli tutto l'anno e ne esistono diverse varietà di cui i più comuni sono senza dubbio i mitarashi-dango, che prendono il nome dalla salsina d'accompagnamento, la mitarashi appunto (una salsa a base di soia, zuccheo e amido), dal sapore molto particolare che in realtà di dolce non ha poi molto dato il sapore salatigno della salsa di soia. 
Molto conosciuti anche gli hanami-dango, gnocchetti tricolore (verde, bianco e rosa) per richiamare i colori della primavera, un must per ogni picnic che si rispetti durante l'hanami (花見 letteralmente "guardare i fiori"...di ciliegio in questo caso). Solitamente per realizzare i tre colori vengono usati l'anko per il rosa (la marmellata di fagioli azuki introvabile in Italia ma che potrete realizzare a casa seguendo la mia ricetta che troverete cliccando qui! 😋) e il tè matcha per il verde, ma per praticità anche dei semplici coloranti alimentari andranno bene. 

 I miei hanami dango

Pillole dal Giappone
Riguardo ai dango e all'hanami esiste in Giappone anche un proverbio che dice:

hana yori dango
(meglio i dango che i fiori)
In breve sarebbe: meglio la sostanza, le cose pratiche, che stare a gozzovigliare sotto i fiori di ciliegio. Ma ogni tanto concedersi del sano relax non fa mica male! 😉

Per quanto riguarda la mia versione dei dango ho deciso di preparare come accompagnamento una salsa alle fragole inusuale ma in pendant con i colori della primavera, e devo dire che l'accoppiamento non è niente male e il sapore è davvero buono. Quindi eccovi la ricetta!

Ingredienti per circa 20 dango:
  • 125 g di farina di riso glutinoso
  • 3 cucchiai di zucchero
  • 120 ml di acqua calda
  • spiedini di legno
Per la salsa alle fragole:
  • 150 g di fragole fresche e mature
  • 2 cucchiai di zucchero
Procedimento:
Iniziamo preparando la salsa alle fragole: lavate ed eliminate la parte verde, tagliatele a pezzetti e passatele in un mixer. Aggiungete i due cucchiai di zucchero e trasferite il tutto in un recipiente adatto alla cottura a bagnomaria, cuocendo per 10 minuti, in modo che lo zucchero si sciolga del tutto. Passati i dieci minuti togliete dal fuoco e mettete da parte.
Per i dango per prima cosa portate ad ebollizione l’acqua nella quale andrà sciolto lo zucchero. Successivamente in un recipiente versate la farina di riso, aggiungete poco per volta l’acqua e con l’aiuto di una spatola, in modo da non scottarvi, mischiate fino ad ottenere un composto liscio. Se dovesse essere ancora parecchio appiccicoso aggiungete un po' di farina di riso fino ad ottenere la consistenza desiderata.
Strappate adesso pezzetti d’impasto e formate con le mani delle palline dalle dimensioni poco più piccole di una noce (2-3 cm), fate in modo che risultino il più possibile della stessa dimensione.
In una pentola portate dell’acqua ad ebollizione, versatevi i dango e fate cuocere  fino a che non verranno a galla. Una volta scolati fateli raffreddare trasferendoli in un contenitore con acqua e ghiaccio, e una volta freddi inseritene quattro o cinque negli spiedini di legno, guarnite con la salsa alle fragole e gustateli immaginando di essere distesi sotto i magnifici sakura! 😍

Itadakimasu!

Spero che la ricetta sia stata di vostro gradimento e vi do appuntamento alla prossima.

Sayonara!



Omurice: omelette giapponese con riso


Konnichiwa amanti del Giappone e benvenuti ad un nuovo appuntamento con le meraviglie della cucina Giapponese!😄

Siete dei veri anime addicted? Per voi allora l'omurice non sarà una novità! Siamo davanti ad un must della cucina giapponese, capita spessissimo di vederla negli anime e altrettanto spesso vi sarà venuta voglia di provarla. Bene, oggi sono qui per questo, infatti mi è capitata sott'occhio recentemente guardando Koi wa ameagri no you ni (in Italia Come dopo la pioggia, anime bellissimo assolutamente da vedere...fine consigli random) e ok, proviamola subito!
Ma cosa è l'omurice? Si tratta di riso saltato in padella avvolto in una morbida omelette e servito con del ketchup, fa parte inoltre di una serie di piatti importati in Giappone dall'Occidente durante il periodo Meiji (1868-1912) conosciute con il nome yoshoku,  e ad oggi continua ad essere un piatto molto popolare, servito spesso nelle tavole calde e amatissimo dai bambini. 
Preparare l'omurice in casa è davvero un gioco da ragazzi, non richiede ingrdienti particolari e neanche tecniche particolari, la ricetta originale prevede il riso condito con ketchup, pollo e funghi, ma ai fornelli la nostra fantasia non deve avere limiti quindi possiamo condire il riso un po' come più ci aggrada. Avete del risotto avanzato? Va benissimo! 
Ad esempio io proprio non me la sono sentita di usare il ketchup per condire il riso, quindi ho optato per una semplice passata di pomodoro e il risultato è stato ottimo.😊

Mettiamo dunque fine alle chiacchiere e passiamo alla ricetta!

Ingredienti per 2 omurice:
  • una tazza di shiro gohan
  • 2 cucchiai di passata di pomodoro
  • 1 cipolla grossa
  • 300 g di pollo
  • 4 funghi champignon
  • 4 uova 
  • 2 cucchiai di latte
  • sale e pepe
  • olio di semi 
  • ketchup per accompagnare
Procedimento:
Per prima cosa preparate il riso con il classico metodo giapponese, potrete trovare il procedimento cliccando qui. Una volta cotto unite i due cucchiai di passato di pomodoro e mettete da parte. 
In una padella fate soffriggere la cipolla affettata finemente, i funghi tagliati a fettine sottili e il pollo tagliato a tocchetti piuttosto piccoli, fate cuocere e infine unite il riso, fate saltare per qualche minuto, salate e pepate. 
Il ripieno dell'omurice è pronto ed è il momento di passare all'omelette.
In un recipiente sbattete le uova con sale, pepe e i due cucchiai di latte, mettete a riscaldare una padella antiaderente che andrete ad ungere con dell'olio. Una volta calda versate al suo interno parte delle uova e prima che addensino giratele un po' per avere una omelette più morbida, fate comunque sempre in modo che non si formino dei buchi. Quando sarà quasi del tutto cotta versate al centro una porzione abbondante di riso e avvolgetelo delicatamente con la frittata, compattando per bene.
La parte un po' più complicata viene adesso, perchè delicatamente bisogna far scivolare, capovolgendola, l'omurice su un piatto senza distruggerla, superato questo ostacolo è il momento di decorare la vostra omurice con il ketchup, magari realizzate con questo delle decorazioni carine per un'omelette davvero kawaii! 
Consumatela subito finchè calda, vi assicuro che si tratta di una vera delizia, e come dicono i giapponesi in queste circostanze...itadakimasu! 😋
Anche l'appuntamento di oggi finisce qui, spero che la ricetta sia stata di vostro gradimento e vi do appuntamento alla prossima!

Sayonara!  😘

Dal Giappone con dolcezza: ecco a voi i Fluffy Pancakes!


Konnichiwa e bentornati! 😊

Ormai lo sappiamo, in Giappone tutto fa tendenza e la cucina non fa di certo eccezione! Ricordiamoci che sono riusciti a far spopolare un dolce fatto di sola acqua, la raindrop cake per l'appunto, cioè chi mai sarebbe riuscito in un'impresa del genere? Anche se in realtà, dopo averla assaggiata, devo ammettere che non è per niente male! 😋
Ora, non so bene se si tratti di qualcosa di effettivamente recente, ma mi è capitato sott'occhio un video di questi fluffy pancakes, che a differenza dei classici pancake americani sono alti e all'apparenza sofficissimi, inutile dire che la mia acquolina è schizzata a mille, poi siamo onesti...chi non ama i pancake?
A quanto pare in Giappone il regno dei fluffy pancake è il Cafe & Pancake Gram di Harajuko, e se è vero che anche l'occhio vuole la sua parte, sono davvero adorabili! 
Ma come fare se al momento siamo impossibilitati a fare una capatina a Tokyo per assaggiarli alla fonte? Non disperiamo, possiamo benissimo prepararli in casa!
La ricetta è semplice, ma pur nella sua semplicità mi ci son voluti tre tentativi e tre diverse ricette per ottenere dei fluffy pancakes di cui andare fiera, il primo tentativo è stato un vero è proprio fail, sono riuscita a farli venire ancora più sottili dei normali pancake, al secondo tantivo è risultato fluffy solo il primo, alla terza volta finalmente sono risultati,
anche se non alti come quelli del Cafe Gram, ma non si possono fare miracoli. 
Senza ulteriori indugi eccovi la ricetta! 😁

Ingredienti per circa 6 pancake:
  • 2 uova
  • 40 ml di latte
  • 1 cucchiaino raso di bicarbonato
  • 2 cucchiai di estratto di vaniglia
  • 40 g di farina
  • 30 g di zucchero
Procedimento:
Separate i tuorli dagli albumi e riponete questi ultimi in frigo. In una ciotola sbattete i tuorli con una frusta a mano, aggiungete il latte continuando a sbattere e unite anche l'estratto di vaniglia.
A parte setacciate il bicarbonato e la farina e aggiungete poco alla volta al composto di uova e latte.
Riprendete gli albumi dal frigo e montateli con uno sbattitore elettrico, quando saranno schiumosi ma non ancora a neve aggiungete poco per volta lo zucchero fino ad ottenere una neve ben ferma. 
Infine con una spatola incorporate poco per volta e delicatamente gli albumi al precedente composto. 
Mettete a scaldare su fuoco  basso (il fuoco basso aiuterà i pancake a lievitare durante la cottura e permetterà di ottenere un colore dorato senza bruciarli) una padella antiaderente e ungete con del burro o con dell'olio di semi aiutandovi con della carta da cucina. Con la spatola versate al centro della padella un po' del composto, coprite la padella con un coperchio e fate cuocere per circa 3-4 minuti per lato. 
Io consiglio di consumarli subito e magari serviti con della panna fresca, delle fragole e una spolverata di zucchero a velo, così sono proprio irresistibili! Ma sono perfetti anche con del miele e un pizzico di cannella, a voi la scelta!😉


Spero la ricetta sia stata di vostro gradimento e vi do appuntamento alla prossima!

Sayonara 😘

La cucina tradizionale giapponese: Miso-shiru



Ohayoo e bentornati! 😊
Oggi breve viaggio alla scoperta della washoku, la cucina tradizionale giapponese. Protagonista? Ovviamente la miso-shiru
Infatti non si può parlare di cucina tradizionale senza fare una menzione d'onore alla zuppa di miso, piatto caldo ricco di nutrienti che i giapponesi sono soliti consumare a colazione e cena accompagnatata da riso, pesce e verdure. Ma vediamo un po' di cosa si tratta...
Innanzi tutto il miso, cosa è? Risposta semplice, si tratta di una pasta di soia fermentata grazie ad un batterio chiamato koji e se ne trovano in commercio diverse varietà:
  • miso di riso
  • miso d'orzo
E' facile trovare il miso in pasta il Italia? Diciamo che è di facile reperibilità, soprattutto nei nogozi di alimentari biolgici...a prezzi però poco confortanti. L'alternativa sono i negozi di alimentari etnici, con prezzi più alla mano ma non sempre molto forniti, quindi diciamo che nella ricerca del miso concorre parecchio anche la fortuna. Una volta ho trovato del miso in polvere, ma non mi ha convinto e sinceramente non mi sento di consigliarvelo.
Altro punto che mi preme affrontare: la zuppa di miso non è un piatto adatto a chi segue una dieta vegetariana o vegana perchè oltre al miso l'altro ingrediente fondamentale della zuppa è il dashi, un brodo preparato con alga kombu e katsuobushi (scagliette di tonno essiccato)...quindi se andate in Giappone, o anche in un ristorante giapponese in Italia tenete ben in mente questo particolare!

Appurato che dashi e miso sono gli elementi imprescindibili della zuppa, potrete aggiungerne altri seguendo il vostro estro creativo, ad esempio alga wakame, funghi, tofu a cubetti, cipollotti freschi...a voi la scelta!😉
Io per questa volta ho deciso di prepararla con funghi champignon (di dove trovare gli shiitake freschi non ho proprio idea), tofu e cipollotto...giusto per avere un piatto un po' più sostanzioso! 😋 Ecco a voi la ricetta.

Ingredienti per circa 4 persone:
  • 800 ml di acqua
  • dashi granulare (io ne ho usata una bustina, ma basta seguire le dosi indicate sulla confezione per regolarsi in base all'acqua)
  • 70 g di miso di riso 
  • 2 funghi champignon
  • tofu 
  • cipollotto fresco
Procedimento:
In una pentola versate l'acqua dove andrete ad aggiungere il vostro dashi in polvere e portate ad ebollizione. A questo punto abbassate il fuoco e aggiungete i funghi champignon tagliate a pezzetti e il tofu tagliato a cubetti e continuate la cottura per circa 15 minuti dopodichè spegnete il fuoco e lasciate riposare per qualche minuto.
Possiamo adesso aggiungere il miso: mettiamo la nostra pasta di miso all'interno di un colino e con un mestolo versiamo sopra di esso parte del brodo precedentemente preparato facendolo sciogliere poco a poco direttamente all'interno della pentola. E' importante che il miso non venga aggiunto quando il brodo è sul fuoco o portato ad ebollizione perchè le alte temperature fanno si che perda tutti i suoi nutrienti.
Versate nelle ciotole e guarnite con cipollotto fresco sottilmente affettato e volendo anche con dell'alga wakame triturata.
La miso-shiru si gusta sorseggiandola con delicatezza direttamente dalla tazza, usando invece le bacchette per mangiare i condimenti, ma io a mangiare senza posate sono completamente impedita quindi sentitevi liberi di seguire il mio esempio e usare un cucchiaio!😁 
Per un pasto più ricco vi suggerisco comunque di accompagnare la miso-shiru con una tazza di tè verde e del riso gohan, di cui vi lascio la ricetta qui.

Itadakimasu! 😊


Oggi mi sono dilungata più del dovuto perchè questo più di altri piatti giapponesi necessitava delle giuste presentazioni, ma a conti fatti è davvero semplice da realizzare e spero sia di vostro gradimento!😊

Sayonara  😘



Hinamatsuri: la festa delle bambine (o delle bambole)

L'allestimento tradizionale delle Hina Ningyo

Ohayo amici e bentornati sul mio blog!😊

Marzo è arrivato e nell'aria si sente già profumo di primavera, soprattutto in Giappone si attende trepidanti la fioritura dei bellissimi sakura...che meraviglia!😍
Ma questi non sono però gli unici fiori attesi! Infatti proprio in questo periodo gli alberi di pesco stanno mostrando i primi germogli e il 3 marzo si festeggia il momo no sekku, la festa dei fiori di pesco simbolo di un matrimonio felice. 
La ricorrenza del 3 marzo è però meglio conosciuta come Hinamatsuri, la festa delle bambine (anche detta festa delle bambole), giorno in cui le famiglie pregano per la salute, la flicità e la crescita delle proprie figlie.

Qualche cenno storico...
Antica tradizione risalente al periodo Heian (VII sec.) si diffuse prima fra le classi sociali più alte, per passare poi anche agli altri strati sociali nel corso dell'epoca Meiji (1868-1912). Pare che in origine si facessero galleggiare delle bambole di carta sul fiume, ed esse spinte dalla corrente portavano via con se gli spiriti maligni, e ancora oggi questa usanza si mantiene viva in alcune zone del Giappone dove appunto questa festività è conosciuta come hina nagashi matsuri.

Oggi invece durante la giornata del 3 marzo le ragazze indossano i loro kimono più belli e festeggiando gustando hishi mochi, dolcetti di riso a forma di diamante, e bevendo sake dolce.  

Un hishi mochi realizzato in casa

Ma di certo la caratteristica più affasciante è sicuramente l'esposizione delle bambole conosciute come Hina Ningyo, bambole che possono essere di fattura più o meno pregiate, spesso tramandate di generazione in generazione, ed esposte solo durante questa giornata (al più tardi vengono riposte il 4, ma la prolungata esposizione pare impedirà alle figlie di trovare marito).

Ovviamente l'esposizione delle bambole segue un ordine ben preciso. Innanzitutto l'hidan, il palchetto a più ripiani, deve essere foderato di rosso e adornato con fiori di pesco. Sopra di esso andranno poi così esposte le bambole (il set tradizionale e completo conta 15 elementi):
  • al primo piano Imperatore e Imperatrice davanti ad un paravento dorato, al centro un vaso con un albero di pesco e ai lati una coppia di lanterne;
  • al secondo piano tre dame di corte;
  • al terzo piano cinque musici di corte, ognuno con un proprio strumento ad eccezione del cantante che in mano regge un ventaglio; 
  • al quarto piano due ministri, il giovane a destra e l'anziano a sinistra;
  • al quinto piano tre servitori;
  • l'ultimo piano accoglie suppelletili e mezzi di trasporto.
Il set così presentato è la versione più elaborata, ma oggi per lo più si usa esporre solo la coppia imperiale, anche per motivi logistici, soprattutto se si considerano i piccoli appartamenti cittadini dei giapponesi...un set così composto sarebbe a dir poco ingombrante!

Spero che l'articolo si stato di vostro gradimento e vi do appuntamento alla prossima!
Sayonara 😘

Nikujaga

Durante i lunghi e freddi mesi infernali, cosa risclada più di un buon piatto caldo che profuma deliziosamente di casa? Ogni famiglia ha...