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Tsukune: polpettine di pollo alla griglia


Ohayo amici del Giappone e bentornati sul mio blog!

Il bel tempo è tornato e con le belle giornate soleggiate mi vien sempre tanta voglia di andare un po' a spasso per la città, senza una meta, lasciandomi ispirare dai colori e dai profumi che mi circondano. Amo perdermi tra i suoi vicoletti e scoprire posti nuovi! Ovviamente, parlando di passeggiate per le vie della città, il pensiero va inesorabilmente al cibo, e in fin dei conti, esiste qualcosa più stuzzicante dello street food? 
A tal proposito, quello giapponese è indubbiamente uno dei più deliziosi! Vogliamo parlare dei takoyaki, dei taiyaki, dei nikuman e soprattutto degli yakitori!? Una componente essenziale della cultura nipponica.

La ricetta che vi propongo oggi è proprio una variante degli yakitori, gli spiedini di pollo grigliati di cui vi avevo parlato tempo fa ( vi lascio qui la ricetta per prepararli!). 

yakitori, spiedini di pollo e cipolla cotti alla griglia
con salsa teriyaki


Gli tsukune sono delle polpettine di pollo insaporite con aglio e zenzero fresco, sono riconoscibilissime perchè si presentano su uno stecchino di bambù, tonde o di forma ovoidale, grigliate e cosparse di salsa teriyaki, deliziose e facili da preparare. Talvolta, per legare il composto, possono essere aggiunti anche della maizena o del panko, ma in piccole quantità perchè gli tsukune devono presentarsi compatte ma succose all'interno. Inoltre sono ottime anche fredde, io le ho inserite in un bento il giorno dopo e le ho trovate comunque molto gustose! 😊
Dunque, buona preparazione!


Ingredienti per circa 16 polpettine:

  • 300 g di macinato di pollo
  • 1 cucchiaio di salsa di soia
  • 1 cucchiaio di olio di semi
  • 1 spicchio di aglio tritato
  • 1 pezettino di zenzero fresco 
  • 1 cucchiaio di panko
Per la salsa teriyaki:
  • 3 cucchiai di salsa di soia
  • 2 cucchiai di mirin
  • 1 cucchiaio raso si zucchero
Procedimento
Prima di tutto mettete a bagno in acqua fredda gli stecchini di bambù per circa dieci minuti, questo farà in modo che durante la cottura non si brucino.

Prepariamo la salsa: in un pentolino mettete a scaldare la salsa di soia, il mirin e lo zucchero. Mescolate in modo che lo zucchero si sciolga, portate a ebollizione quindi spegnete e tenete da parte.

E' il momento di preparare le polpettine. In un recipiente mettete il tritato di pollo, aggiungete l'aglio tritato e lo zenzero grattugiato. Unite anche salsa di soia, un pizzichino di sale e un cucchiaio di olio di semi e infine un cucchiaio di panko (servirà per legare il composto).
Con le mani iniziate a comporre le vostre palline (la grandezza è pressapoco quella di una noce), inseritele nello stecchino e cuocetele sulla griglia, 5 minuti per lato, o comunque fate attenzione che non si brucino. 
A metà cottura circa spennellate con la salsa teriyaki (io personalmente le ho spennellate più di una volta, vengono più saporite!). Una volta pronte servitele calde e gustatevele per bene!

Itadakimasu



Tsukune nabe
Ora che abbiamo scoperto come preparare gli tsukune nella loro versione alla griglia, decisamente la più conosciuta, sappiate che esistono altri modi per gustare queste polpettine. Soprattutto le ho apprezzate nella versione in brodo.
Stiamo parlando di tsukune nabe, qui le polpette vengono cotte in brodo arricchito con verdure e vengono accompagnate con udon o noodles. La bontà rimane invariata comunque!


Spero la ricetta sia stata di vostro gradimento, appuntamento alla prossima!
Sayonara 😘



Cucina e anime. Da "Kiss me Licia" l'okonomiyaki!


Konbanwa amici del Giappone, e bentornati sul mio blog!

Oggi tuffo nel meraviglioso mondo degli anime con una ricetta strepitosa!
Per l'esattezza faremo un salto negli anni '80 tra boy band di dubbio gusto (ma che da ragazzine ci facevano battere il cuore, inutile negarlo), capelli cotonati, vecchietti sgorbutici e gattoni sempre affamati. Riaffiorano i ricordi? 
Ovviamente l'anime in questione è Kiss me Licia e la ricetta non può che essere l'okonomiyaki! 


Come dimenticare il vecchio e burbero Marrabbio e suo localetto specializzato in okonomiyaki? Andrea e Giuliano ne erano ghiotti e ne facevano scorpacciate spesso e volentieri e di certo Mirko non si faceva sfuggire l'occasione di presentarsi al locale per incontrare la dolce Licia, batticuore assicurato!
Ora, non vi è mai venuta voglia di assaggiare quella frittata preparata da Marrabbio? A me si, tantissima!😋



Okonomiyaki vuol dire letteralmente ciò che vuoi (okonomi) alla griglia (yaki), e prevede un impasto base fatto con uova, farina e acqua a cui si aggiungono foglie di cavolo verza tritate, secondo i propri gusti poi possono essere conditi con pancetta o gamberetti e l'immancabile salsa okonomiyaki. Si sprigiona un aroma incredibile, è davvero una delle ricette più sfiziose!
Ovviamente in Giappone l'okonomiyaki viene preparato soprattutto in localini specializzati, gli okonomiyaki-ya, su una piastra chiamata teppan, ma per farlo in caso andrà benissimo una padella antiaderente, prepararlo è davvero semplice e con pochi ingredienti e tempo minimo vi ritroverete davanti una cenetta giapponese di tutto rispetto!
 
Ingredienti per 2 okonomiyaki:
  • 2 uova
  • 90 g di farina
  • 3 foglie di cavolo verza
  • 50 ml cucchiai di brodo dashi
  • 1 pizzico di sale
Per guarnire:
  • 4-5 fettine di pancetta sottili
  • gamberetti (in alternativa)
  • salsa okonomiyaki
  • maionese
  • katsuboshi (tonnetto essiccato)
  • aonori (alga nori in polvere)
Procedimento:
Prendete le tre foglie di cavolo, lavatele, privatele della parte centrale più dura e tagliatele a pezzettini. Mettetele da parte e passata alla preparazione della pastella.

In una ciotola rompete le due uova, aggiungete la farina, il pizzico di sale e iniziate a mishiare con una frusta, aggiungendo a poco a poco il brodo dashi, ma fate attenzione, non dovrà risultare troppo liquida. Aggiungete ota il cavolo verza precedentemente affettato e mescolate per amalgamare il tutto.

Fate riscaldare una padella antiaderente unta con un filo d'olio,  prendete due fettine di pancetta (o i gamberetti se avrete optato per la versione con pesce) tagliatele in due e posizionatele sulla padella, facendole rosolare per 1-2 minuti. Versatevi sopra metà della pastella con cavolo, dovrete ricoprire la pancetta, e con l'aiuto di una spastola cercate di dargli una forma più tondeggiante possibile.

Fate cuocere circa 10 minuti per lato, eventualmente coprite la padella con un coperchio, otterrete un okonomiyaki più morbido. 

A cottura ultimata spennellate un lato con la salsa okonomiyaki, guarnite con maionese e qualche fiocchetto di tonno essiccato o aonori. Volendo anche con del cipollotto fresco. 

Gustatevi adesso il vostro okonomiyaki, e se voleste ricreare l'atmosfera nessuno vi dirà nulla se metteste in sottofondo Mirko e i suoi Bee Hive...così, tanto per dire! 😁

Itadakimasu!



Okonomiyaki: le origini. Kansai o Hiroshima? 
Non esiste piatto della tradizione che non abbia paternità contesa. L'okonomiyaki, come molte ricette della tradizione culinaria nipponica, non fa eccezione. La contesa in questo caso si gioca tra la regione del Kansai e Hiroshima, vediamo un po' le differenze tra le due ricette.  
Le voci che parteggiano per la versione di Osaka ne fanno risalinere le origini agli anni trenta del Novecento, la ricetta in questione sarebbe costituita da un impasto di uova, acqua, farina e cavolo verza cotti sulla piastra insieme. A differenza della versione di Hiroshima, risalente all'immediato dopoguerra, che prevede invece una cottura separata dei vari componenti: prima la pastella, a cui si aggiungono in successione pancetta, pesce e soprattutto la yakisoba. Decisamente una versione più sostanziosa!
Chi l'avrà vinta in questa disputa? Beh, in fondo non ha importanza, rimane il dato di fatto innegabile che entrambe le versioni sono deliziose, possiamo benissimo deliziarci con entrambe, giusto?😄



Spero che la ricetta sia stata di vostro gusto, appuntamento come sempre alla prossima!
Sayonara! 😘

Matchamuffin vegani con gocce di cioccolato


Konnichiwa amici del Giappone, e bentornati sul mio blog!

Oggi festeggiamo l'inizio della primavera con un dolcetto profumato, leggero e assolutamente vegano: matchamuffin con gocce di cioccolato!

E vi dirò di più, se avete amici vegani questo è il dolce che li conquisterà, perchè li realizzeremo totalmente vegan free! Ma non fatevi ingannare, saranno pur vegani, ma rimangono buonissimi ed incredibilmente soffici, oltretutto mancando ingredinti di origine animale, di solito dall'aroma piuttosto coprente,il matcha rilascerà maggiormente il suo delicato profumo.
Le gocce di cioccolato poi danno il tocco in più, e anche se non ci avrei scommesso molto, matcha e cioccolato insieme spaccano! 
Non mi dilungo oltre, sono talmente semplici che c'è davvero poco da dire, vedrete! Ecco la ricetta.😉

Ingredienti per circa 12 muffin:
  • 300 g di farina 00
  • 3 cucchiaini di matcha in polvere
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • 240 ml di latte d'avena
  • 100 g di zucchero
  • 60 ml di olio di semi di girasole
  • 70 g di cioccolato fondente
Procedimento:
In una ciotola setacciate gli ingredienti secchi: farina, lievito e matcha.

A parte lavorate lo zucchero e l'olio fino a creare un'emulsione, aggiungete a questo punto il latte d'avena e continuate a mescolare.

Unite al composto così ottenuto le polveri e lavorate fino ad amalgamare per bene e ottenere un composto liscio e senza grumi.

Tritate adesso il cioccolato fondente, abbastanza grossolanamente, e con l'aiuto di una spatola incorporate al composto.

Accendete il forno ad una temperatura di 180°, versate l'impasto negli appositi pirottini per muffin (durante la cottura il volume aumenterà di parecchio, riempite quindi il pirottino solo per tre quarti). 
Fate cuocere a forno statico per circa 25 minuti, tenendo comunque d'occhio la cottura.

Io vi consiglio di gustare questi muffin appena tiepidi, ma sotto una teca di vetro si conservano per 1-2 giorni. 

Itadakimasu!



Spero che questa ricetta flash sia stata di vostro gradimento, vi lascio in ottima compagnia e con la casa pervasa dall'aroma del matcha. Alla prossima!
Sayonara 😘

Ramen in stile Hokkaido


Konnichiwa amici del Giappone e bentornati sul mio blog!
Parecchio tempo è passato dal mio ultimo post, ma purtroppo per una serie di sfortunati eventi (ed impegni), mi sono ritrovata senza una briciolo di tempo.


Per espiare le mie colpe ho deciso quindi di proporvi una ricettona, un ramen ovviamente! Ma un ramen particolare, realizzato secondo la ricetta diffusa nella regione dell'Hokkaido. O almeno un mio arrangiamento di questa ricetta.
Lo scoprii una sera guardando Kimi ni todoke (Arrivare a te nella traduzione italiana), l'anime tratto dal meraviglioso manga di Karuho Shiina, e mi incuriosì parecchio perchè era apparentemente diverso dal classico ramen.


Decisi allora di usufruire dell'internet per fare qualche ricetta ed effettivamente si discosta un po' dal ramen che siamo abituati a mangiare.
Si tratta di un ramen a base di miso (la pasta di soia fermentata), ed è parecchio piccante data l'aggiunta di chili, oltretutto vi è aggiunto del mais dolce. Insomma ero parecchio curiosa e ho deciso di prepararlo, un po' alla buona diciamo, ma il risultato finale non  mi è dispiaciuto.
Solo un appunto. Non è certo difficile da preparare in casa, ma richiede tanti passaggi e soprattutto ricordate che le uova andranno messe a marinare in frigo almeno qualche ora. Quindi armatevi di pazienza e di tempo, soprattutto di tempo!

Ingredienti per 2 persone:
  • 700 ml di brodo dashi
  • 150 g di noodles 
  • 2 cucchiai abbondanti di pasta di miso (miso di riso nel mio caso)
  • 150 g di macinato di carne bovina
  • 3 cucchiai di passata di pomodoro
  • 1 cucchiaino di shichimi togarashi o peperoncino
  • 10 g di zenzero fresco
  • 1 spicchio d'aglio 
  • 1 cucchiaio di sake 
  • 1 cucchiaio di mirin
  • 1 cucchiaio di salsa di soia
  • 1 cucchiao di olio di semi di sesamo 
  • 1 uovo marinato 
Per il mais dolce:
  • 80 g di mais in scatola
  • 35 g di burro
Per guarnire:
  • sesamo bianco
  • porro tagliato a rondelle sottili
  • alga nori
Procedimento:

Per quanto riguarda l'uovo marinato, il passaggio che necessita più tempo, vi rimando alla precedente ricetta del ramen, la trovate cliccando qui

Iniziamo con il preparare il brodo del nostro ramen. In una pentola mettete a scaldare circa 700 ml di brodo dashi nel quale andrete ad aggiungere i lo zenzero grattugiato, lo spicchio d'aglio privato della buccia, 1 cucchiaio di salsa di soia, 1 cucchiaio di mirin, 1 cucchiaio di sake e 1 cucchiaio di olio di sesamo. Portate ad ebollizione e fate cuocere per circa 10 minuti. Spegnete e tenete da parte al caldo. 

Passiamo adesso alla carne. In una padella fate scaldare due cucchiai di olio di semi e fatevi soffriggere il tritato di carne. Quando risulterà ben rosolata aggiungete i tre cucchiai di passata di pomodoro e il cucchiaino di shichimi togarashi (o il alternativa il peperoncino), mescolate per bene e fate cuocere per circa 10 minuti. Mettete anche la carne da parte. 
Prepariamo anche il mais dolce. Sciogliete il burro in una padella a fuoco lento, aggiungete il mais e fate saltare per 5-10 minuti. Mettete da parte.

A questo punto non ci resta che cuocere i nostri noodles in abbondante acqua seguendo i tempi di cottura indicati dalla confezione (vi suggerisco di non aggiungere sale perchè il brodo sarà già abbastanza saporito) e poi passare all'impiattamento.

Prendete due ciotole da ramen e all'interno di ognuna versate 1 cucchiaio di pasta di miso, diluitela con due cucchiai di brodo e mischiate energicamente fino ad ottenere un composto se non liquido almeno molto morbido (eventualmente potreste filtrare il composto ottenuto). Sopra il miso versate i noodles e ricopitre con il brodo dashi che avrete prima filtrato. A questo punto aggiungete da una parte il trito di carne e il mais dolce e dall'altra metà uovo marinato. Completate con il porro tagliato a rondelle e con quadrato di alga nori in un angolo. Io ho poi aggiunto un po' di sesamo bianco tostato, ma è un passaggio assolutamente facoltativo.



Spero che la (lunga) ricetta sia stata di vostro gradimento, nonostante la primavera imminente fa ancora parecchio freddo quindi un bel ciotolone di ramen non dispiace mica, no?😉
Vi do' appuntamento alla prossima nella speranza che non sia troppo distante!

Sayonara 😘

Ochazuke: antiche tradizioni in cucina


Ci sono piatti della cucina giapponese celebri in tutto il mondo (una fama meritata ovviamente) come il ramen, il sushi, il kare raisu e così via. E poi ci sono piatti che appartengono ad una tradizione molto antica che magari non godono della stessa fama ma di cui non si può mettere in discussione l'importanza...e la bontà! 
E' il caso dell'ochazuke, conosciuto anche come chazuke. Letteralmente "immergere nel tè", infatti non si tratta d'altro che di riso bianco cotto al vapore su cui viene versato del tè verde e vari ingredienti.

Prima di scoprire come viene effettivamente preparato questo piatto, vediamo un po' le sue origini. Si tratta di un piatto originariamente povero e molto antico, già diffuso a partire dal periodo Heian (794-1185). Poichè il tè era in quel periodo un bene riservato solo ai ceti più abbienti, veniva inizialmente preparato utilizzando al suo posto dell'acqua calda. Fu a partire dal 1191, quando il monaco buddista Eisai portò con sé dalla Cina delle piantine di tè che coltivò vicino a Kyoto, che il tè caldo sostituì l'acqua nella preparazione dell'ochazuke.

Ma come si prepara? Semplicemente si usa del normale shiro gohan al vapore, va benissimo anche quello avanzato dal giorno prima, e si versa su di esso del tè verde. 
Le varietà di tè utilizzate sono solitamente tre:
  • Sencha
  • Genmaicha 
  • Hojicha 
Non essendo un piatto codificato da una ricetta in particolare, è possibile incontrarne diverse varianti. Una di queste ad esempio prevede di miscelare insieme tè verde e brodo dashi per un piatto più ricco di nutrienti. Oltretutto è possibile arricchirlo ulteriormente aggiungendo svariati ingredienti, in tal caso date pure libero sfogo alla fantasia (e a quello che il vostro frigo ha da offrire)!

Io ad esempio ho utilizzato del salmone affumicato, cipolletta fresca e sesamo bianco, ma vanno benissimo anche pesce fresco, sashimi, umeboshi (prugne in salamoia), wasabi, alghe, verdure o carne bianca.
Nella mia ricetta ho utilizzato del semplice tè verde sencha, il tè che i giapponesi bevono quotidianamente, e non ho utilizzato il dashi preferendo un sapore più semplice e delicato.
Il risultato era ottimo, è un piatto perfetto per quelle giornate fredde e uggiose in cui non si ha voglia di perdere tanto tempo ai fornelli, e riscalda! Volendo sarebbe perfetto anche per un bento, si dovrebbe semplicemente prepare il tè e tenerlo al caldo in un termos!



Una piccola curiosità
A Kyoto questo piatto è conosciuto come bubuzuke, secondo una diceria popolare pare che se un'abitante della città prepari ad un ospite un piatto di bubuzuke, vorregli lasciargli intendere che la sua presenza non è più gradita. Sarà vero? Chissà, per sicurezza se andaste a Kyoto e vi offrissero un piatto di bubuzuke, vi consiglierei di rivedere il vostro comportamento!😂


Spero che l'articolo di oggi sia stato di vostro gradimento, non si è trattato di una vera e propria ricetta, ma se amate un paese come il Giappone, così ricco di tradizioni, conoscere anche quelle meno famose all'estero può solo arricchire! Detto ciò, appuntamento alla prossima!

Sayonara 😘

Cucina e anime: da "Kiki consegne a domicilio" ecco lo Sformato di aringhe e zucca


Ohayo amici del Giappone e bentornati sul mio blog! 

Se c'è una cosa che amo follemente degli anime giapponesi è la rappresentazione del cibo. Spesso è rappresentato in modo talmente realistico che l'acquolina è assicurata! 
Io da piccola ne ero affascinata, non avevo ancora coscienza di cosa stessi guardando, ma ne ero comunque affascinata! Poi un giorno (ero già grandicella però), mi capitò di imbattermi in un film dello Studio Ghibli, e rimani incantata da quel mondo, con le sue storie e i suoi magnifici disegni. Li ritrovai di un'eleganza unica, con i suoi disegni raffinati e curati nei minimi dettagli, e ovviamnete anche il cibo era riprodotto con talmente tanta cura che quasi se ne riusciva a immaginare il profumo.
Ma la cosa che amo di più degli anime, è vedere con quanta dedizione i personaggi preparano queste piatanze, si percepisce benissimo quanto il cibo sia un elemento importante della cultura giapponese!
Gustarle in Giappone sarebbe il massimo ovviamente, ma perchè non divertirsi preparandole in casa?

Ho deciso quindi di iniziare questa nuova rubrica dedicata ai cibi degli anime, prepareremo tutte quelle meraviglie che hanno sempre stuzziacato la nostra fantasia e cercheremo di farlo attenendoci il più possibile alla ricetta originale! 😉

Per iniziare tuffiamoci nell'universo Ghibli e andiamo a realizzare un piatto tratto dal film d0animazione Kiki consegne a domicilio.


Ho adorato questo film, l'ambientazione è magnifica e si torna bambini seguendo le avventure della streghetta Kiki e del suo gattino Jiji. Se avete in mente il film, ad un certo punto la piccola Kiki aiuta una vecchina a preparare uno sformato di zucca e aringhe, ed è proprio questo sformato che andremo a realizzare oggi! Certo, è un accoppiamento un po' insolito quello della zucca e del pesce, ma la curiosità è tanta quindi rimbocchiamoci le maniche e mettiamoci all'opera!



Nota: qui ho bisogno di fare una premessa. Purtroppo l'aringa, e intendo l'aringa fresca non quella affumicata o in salamoia, non è un pesce tipico del mediterraneo quindi non sono riuscita a trovarla. Ho optato quindi per del filetto di merluzzo fresco. Spero che voi abbiate più fortuna con gli ingredienti!


Ingredienti per uno sformato:
  • 2 rotoli di pasta brisee
  • 500 g di zucca 
  • 2 filetti di aringa freschi (nel mio caso merluzzo)
  • 1 cipolla piccola
  • 1 carota
  • qualche foglia di sedano
  • 500 ml di acqua
  • 350 ml di latte
  • 1 cucchiaio di farina
  • 30 g di burro
  • 1 spicchio d'aglio
  • noce moscata q.b.
  • sale e pepe q.b
  • olive nere
Per spennellare:
  • 1 tuorlo d'uovo
  • 2-3 cucchiai di latte
Procedimento
Iniziamo preparando la purea di zucca che farà da base al nostro sformato. Laviamo la zucca, priviamola della buccia e dei semi e tagliamola a tocchetti, tagliamo anche le carote a pezzettini e mettiamole da parte. Affettiamo finemente la cipolla e tritiamo le foglie di sedano e mettiamoli a soffriggere con due cucchiai di olio d'oliva (o di semi). Aggiungiamo anche la zucca e la carota e facciamo soffriggere per circa 5 minuti, aggiungiamo quindi circa 500 ml di acqua, aggiustiamo di sale e di pepe e facciamo cuocere per almeno 15-20 minuti, o almeno finchè la zucca sarà morbida e l'acqua si sarà asciugata.  Riduciamo il tutto ad una purea usando uno schiacciapatate o una forchetta e teniamo da parte.
Prepariamo adesso una besciamella aromatizzata all'aglio facendo sciogliere in un tegame il burro, aggiungiamo la farina e mischiamo energicamente in modo che non rimangano grumi, aggiungiamo lo spicchio d'aglio e il latte, mischiamo e portiamo a ebollizione, aggiustiamo di sale e aggiungiamo una grattugiata di noce moscata. Toglaimo dal fuoco, copriamo e mettiamo da parte.
Laviamo i filetti di merluzzo, togliamo le eventuali lische e facciamo scottare per qualche minuto in padella.
Adesso è il momento di assemblato lo sformato. Prendiamo una teglia in ceramica e versiamo al suo interno la purea di zucca, livelliamo per bene e poniamo sopra di essa il merluzzo a pezzettini. Togliamo l'aglio dalla besciamella e versiamola sopra lo strato di zucca e merluzzo.
Completiamo stendendovi sopra uno dei due rotoli di pasta brisee, facciamola aderire per bene, sistemiamo i bordi eliminando la pasta in eccesso e pratichiamo dei buchi con i rebbi di una forchetta. In una ciotolina sbattiamo il tuorlo d'uovo, spennelliamo con esso questo la pasta brisee.
Usiamo il secondo disco di pasta per realizzare i decori, potete seguire la vostra fantasia oppure attenervi all'originale e realizzare la sagoma di un pesce da poggiare sopra il primo strato di pasta (come nella foto qui sotto). 

Spennellate anch'esso con l'uovo e il latte e completate decorando con delle olive nere denocciolate.
Infornate a 180° per circa 30 minuti, fate attenzione che la pasta brisee rimanga dorata e per evitare che si bruci a metà cottura ricoprite la teglia di carta stagnola.
A cottura ultimata togliete dal forno e lasciate raffreddare un po', questo sformato è perfetto se gustato tiepido, ancora meglio il giorno dopo! 

Itadakimasu!


Spero che questo primo appuntamento con la cucina da anime sia stato di vostro gradimento, vi do appuntamento alla prossima!
Sayonara! 😘


Oyakodon


Konbanwa amici del Giappone!
Siamo già a metà gennaio ed ecco arrivare sul blog la prima ricetta del nuovo anno! Badate bene, si tratta di una ricetta bella sostanziosa! Qualche sera fa avevo a cena delle amiche, tra di esse una è particolarmente scettica nei confronti della cucina giapponese, potevo mica non iniziarla alle meraviglie di questa cucina? Volevo farle provare un piatto tipico ma semplice, non eccessivamente particolare ma gustoso...detto fatto! Ho preparato un oyakodon, pollo e uovo cotti con brodo, salsa di soia e mirin, niente di complicato ma indubbiamente caratteristico. Pare che abbia fatto centro, la mia scettica amica ha apprezzato, possiamo quindi passare al livello successivo e provare ricettine più particolari! 😊
Ma intanto vi lascio di seguito la ricetta per preparare l'oyakodon, sentitevi liberi di usarla se anche voi avete amici scettici!😉

Ingredienti per 2 persone:
  • 300 g di fusi di pollo
  • una cipolla piccola (o mezza cipolla media)
  • 500 ml di brodo dashi
  • 3 uova
  • 1 cucchiaio di salsa di soia
  • 1 cucchiaio di sake
  • 3 cucchiai di mirin
  • 1 tazza colma di riso per sushi
  • cipolletta fresca
  • alga nori
Procedimento:
Per prima cosa prepariamo il nostro riso, qui la ricetta.
Teniamo il nostro riso da parte e proseguiamo la ricetta. Affettiamo la cipolla piuttosto finemente e tagliamo il pollo a tocchetti di circa 3 cm, se preferite potete mettere il pollo a marinare nella salsa di soia per un'oretta, io sinceramente ho preferito saltare questo passaggio per ottenere un sapore più delicato.
In una padella mettete adesso a scaldare il brodo dashi insieme alla salsa di soia, al mirin e al sake, portate ad ebollizione e aggiungete cipolla e pollo. Fate cuocere per circa 15 minuti a fuoco vivo (il brodino si ridurrà e sarà ancora più buono). Infine aggiungiamo l'uovo sbattuto e facciamo cuocere per altri 2/3 minuti, l'uovo deve rimanere un po' morbido, non crudo ma molto morbido.
Componiamo il nostro oyakodon. Poniamo il riso nelle ciotole e versiamo sopra ad ognuna il pollo con l'uovo, guarniamo a piacere con cipolletta fresca e striscioline di alga nori. Servite subito in modo da poterlo gustare ben caldo!
Itadakimasu!



Donburi: semplicità (golosa) tutta giapponese
Chi l'ha detto che un piatto semplice non possa anche essere squisito? 
I donburi ne sono la prova! Piatto tipico della cucina giapponese, spesso indicato anche solo come don (scodella), consiste in pollo, carne, pesce e verdure bollite insieme e servite sopra una ciotola di riso. Indubbiamente sostanzioso, ne esistono parecchie varianti di cui alcune davvero celebri, qui di seguito qualche esempio!
  • katsudon, cotoletta di maiale fritto (tonkatsu), cipolla e uovo  su riso
  • tendon, tempura di gamberi o pollo e verdure con salsa di soia su riso
  • unadon, anguilla (unagi) su riso
Personalmente li ritengo tutti buonissimi, ma le mie papille gustative sono particolarmente felici quando ripensano al katsudon, quindi credo proprio che il mio preferito sia quest'ultimo! 😍

Nikujaga

Durante i lunghi e freddi mesi infernali, cosa risclada più di un buon piatto caldo che profuma deliziosamente di casa? Ogni famiglia ha...