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Hinamatsuri: la festa delle bambine (o delle bambole)

L'allestimento tradizionale delle Hina Ningyo

Ohayo amici e bentornati sul mio blog!😊

Marzo è arrivato e nell'aria si sente già profumo di primavera, soprattutto in Giappone si attende trepidanti la fioritura dei bellissimi sakura...che meraviglia!😍
Ma questi non sono però gli unici fiori attesi! Infatti proprio in questo periodo gli alberi di pesco stanno mostrando i primi germogli e il 3 marzo si festeggia il momo no sekku, la festa dei fiori di pesco simbolo di un matrimonio felice. 
La ricorrenza del 3 marzo è però meglio conosciuta come Hinamatsuri, la festa delle bambine (anche detta festa delle bambole), giorno in cui le famiglie pregano per la salute, la flicità e la crescita delle proprie figlie.

Qualche cenno storico...
Antica tradizione risalente al periodo Heian (VII sec.) si diffuse prima fra le classi sociali più alte, per passare poi anche agli altri strati sociali nel corso dell'epoca Meiji (1868-1912). Pare che in origine si facessero galleggiare delle bambole di carta sul fiume, ed esse spinte dalla corrente portavano via con se gli spiriti maligni, e ancora oggi questa usanza si mantiene viva in alcune zone del Giappone dove appunto questa festività è conosciuta come hina nagashi matsuri.

Oggi invece durante la giornata del 3 marzo le ragazze indossano i loro kimono più belli e festeggiando gustando hishi mochi, dolcetti di riso a forma di diamante, e bevendo sake dolce.  

Un hishi mochi realizzato in casa

Ma di certo la caratteristica più affasciante è sicuramente l'esposizione delle bambole conosciute come Hina Ningyo, bambole che possono essere di fattura più o meno pregiate, spesso tramandate di generazione in generazione, ed esposte solo durante questa giornata (al più tardi vengono riposte il 4, ma la prolungata esposizione pare impedirà alle figlie di trovare marito).

Ovviamente l'esposizione delle bambole segue un ordine ben preciso. Innanzitutto l'hidan, il palchetto a più ripiani, deve essere foderato di rosso e adornato con fiori di pesco. Sopra di esso andranno poi così esposte le bambole (il set tradizionale e completo conta 15 elementi):
  • al primo piano Imperatore e Imperatrice davanti ad un paravento dorato, al centro un vaso con un albero di pesco e ai lati una coppia di lanterne;
  • al secondo piano tre dame di corte;
  • al terzo piano cinque musici di corte, ognuno con un proprio strumento ad eccezione del cantante che in mano regge un ventaglio; 
  • al quarto piano due ministri, il giovane a destra e l'anziano a sinistra;
  • al quinto piano tre servitori;
  • l'ultimo piano accoglie suppelletili e mezzi di trasporto.
Il set così presentato è la versione più elaborata, ma oggi per lo più si usa esporre solo la coppia imperiale, anche per motivi logistici, soprattutto se si considerano i piccoli appartamenti cittadini dei giapponesi...un set così composto sarebbe a dir poco ingombrante!

Spero che l'articolo si stato di vostro gradimento e vi do appuntamento alla prossima!
Sayonara 😘

Torta zebrata vaniglia e tè matcha



Ohayoo amici e bentornati nel mio blog! 😘

Ebbene si, il freddo, quello autentico, è dunque arrivato...e il manuale di sopravvivenza come consiglia di affrontare i gelidi pomeriggi? Ovviamente bevendo un tè caldo accompagnato da un buon dolce! 
Ecco quindi che oggi ho deciso di preparare la torta zebrata alla vaniglia e tè matcha.
Il risultato è favoloso, una torta soffice, profumatissima, un contrasto di sapori dato dalla delicatezza della vaniglia e dal sapore amarostico e un po' pungente del matcha, deliziosa!😊

Ingredienti per uno stampo di 24 cm:
  • 4 uova
  • 250 g di zucchero
  • 250 ml di latte
  • 200 ml di olio di semi di girasole
  • 1 bustina di vanillina
  • 300 g di farina 00
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • 3 cucchiaini di te matcha in polvere
Procedimento: 
In un recipiente montate le uova con lo zucchero fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso. Sempre mescolando unite a filo il latte e successivamente l'olio, quando il tutto risulterà ben amalgamato unire la vanillina, la farina setacciata e per ultimo il lievito.
A questo punto separate il composto in due parti uguali, e in uno aggiungete il matcha setacciato per evitare che si formino dei grumi (i due composti devono avere eguale consistenza, quindi se la parte con il matcha dovesse risultare un po' più densa aggiungete due cucchiai di latte).
Rivestite una teglia con della carta forno, e procedete versando al centro tre cucchiai di impasto chiaro. Sopra di questo aggiungete sempre al cetro tre cucchiai di impasto verde, e procedete così alternando i due impasti fino a che non saranno finiti (dovrete ottenere dei cerchi concentrici).
Infornate in forno preriscaldato a 180° per circa 40 minuti, ma in ogni caso tenete d'occhio la cottura facendo la prova dello stecchino (se bucando la torta con uno stecchino questo uscirà sporco di impasto allora la vostra torta non è ancora pronta...e viceversa).
A cottura ultimata sfornate il vostro dolce e fate riposare un po' prima di servire.

Itadakimasu! 

Spero che questa torta dal sapore un po' insolito sia di vostro gradimento, io devo dire che l'ho amata, amo il profumo del matcha, sicuramente continuerò a sperimentare con il matcha, quindi alla prossima.😘

Sayonara! 

Valentines day in Giappone. L'amore al profumo di cioccolata


Ohayo amici e buon San Valentino!💕



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Come potevo non dedicare un appuntamento speciale alla festa degli innamorati? Soprattutto considerando che in Giappone questa ricorrenza ha delle caratteristiche molto particolari e quasi uniche, quindi let's go!
 
Avete presente fiori, cene romantiche, regali? Bene, dimenticateli! In Giappone San Valentino ha una parola d'ordine: cioccolata! Quando dico "amore al profumo di cioccolata" è da prendere quasi alla lettera, infatti per l'occasione i centri commerciali hanno interi reparti dedicati al cioccolato, e se ne trovano davvero di ogni tipo! Come se questo non bastasse girando per le città sarà possibile imbattersi in bancarelle di cioccolata temporanee...in pratica è il paradiso! 😍
Oltretutto è la ragazza a prendere l'iniziativa, cosa che in occidente è piuttosto rara, bisogna ammetterlo...hanno coraggio!
Tornando alla cioccolata non parliamo certo di semplice cioccolata, infatti per questa ricorrenza in Giappone ne esistono ben due tipi:
  • giri choko, ovvero la "cioccolata d'obbligo". Si tratta di cioccolata piuttosto economica che le ragazze usano donare ai propri amici, compagni di classe e colleghi.
  • honmei choko, quella più importante che si regala al proprio fidanzato o al ragazzo cui si vogliono dichiarare i propri sentimenti. Solitamente è preparata in casa per rendere il dono più prezioso, ma può anche essere acquistato nei negozi ma di marche pregiate e in confezioni molto eleganti.
Non finisce qui. Esattamente un mese dopo, il 14 marzo, in Giappone (e quasi unicamente qui) si festeggia il White Day. Adesso tocca al ragazzo ricambiare regalando alla ragazza della cioccolata bianca (da qui il nome), ma aggiungendo di solito anche altri regali come peluches e gioielli. Unica differenza? Tradizione vuole che il dono sia almeno tre volte più costoso rispetto a quello ricevuto dalla ragazza, e a quanto pare un dono di egual valore starebbe a significare che il ragazzo non ricambia i sentimenti!
E' per questo che amo il Giappone, perchè qui ogni cosa assume tali sfumature bizzarre da restare a bocca aperta! 😍
Vi auguro di trascorrere un San Valentino ricco di amore e cioccolata, e vi do' appuntamento alla prossima! 
Sayonara! 💗

Tamagoyaki: la frittata d'uova giapponese



Ohayo amici e bentornati sul mio blog!😘


Ogni tanto per rompere la routine quotidiana, cimentarsi in qualche bella ricetta è l'ideale, e oggi vi propongo il tamagoyaki, la frittata d'uova popolarissima nella cucina giapponese e, notizia splendida, è anche semplicissima da realizzare!😋
Si tratta di un piatto molto versatile, delizioso gustato da solo servito con salsa di soia oppure nel sushi, ed una delle pietanze che più spesso si trovano nei bento.

(il tamagoyaki versione anime)

In giappone esiste proprio una padella adatta alla realizzazione del tamagoyaki, rettangolare dai bordi alti, ma anche una normalissima padella rotonda andrà bene quindi non formalizziamoci. Unico grattacapo? Arrotolare la frittata...ma diciamo che io in cucina, pur cavandomela piuttosto bene, al momento di adoperare tecniche ben precise divento piuttosto impedita, e per sfornare un tamagoyaki decente mi son serviti due tentativi. In realtà, col senno di poi, è semplicissimo, vi consiglio di guardare qualche video su internet per capire bene la tecnica!😉
Ecco dunque la ricetta!

Ingredienti per 2 persone:
  • 4 uova
  • 1 cucchiaio di salsa di soia
  • 1 cucchiaino di mirin (facoltativo)
  • 1 pizzico di zucchero
Procedimento:
In un recipiente sbattete insieme le uova con salsa di soia, mirin e zucchero.
Prendete una padella antiaderente, ungete leggermente il fondo con dell'olio fate scaldare e versatevi un leggero strato di composto (quello necessario a ricoprire il fondo della padella), quando l'uovo inizierà ad addensarsi usando gli hashi (le bacchette lunghe che i giapponesi utilizzano per cucinare) o una spatola arrotolate la frittata su se stessa e mettetela di lato. 
Ripetete l'operazione fino a che tutto il composto non sarà finito. A questo punto lasciate raffreddare il vostro tamagoyaki e dopodichè tagliatelo a fette, servitelo con salsa di soia o per realizzare del sushi, o un bel bento! 😋

Itadakimasu! 😘


Leggende giapponesi Teru Teru Bozu: la bambolina che scaccia la pioggia!





Ohayoo amici e bentornati sul mio blog!😊
Oggi è un buongiorno all'insegna della pioggia, e personalmente non mi dispiace, ho sempre avuto un debole per la pioggia, di solito più la giornata è grigia e cupa e più io sono serena! Non so perchè, ma tutto ciò per me ha un che di magico...certo, se poi mentre fuori piove si potesse rimanere comodamente al calduccio della propria casa, con coperta, tè, libro e gattona che fa le fusa, diciamo che giornate così sarebbero la felicità. Ma, ahimè, non sempre le cose vanno come noi vorremmo...molto più probabile che pur con la pioggia si debba uscire per università, lavoro e impegni vari, e ci ritroveremmo puntualmente bagnati fino al midollo, capelli cotonati, mega pozzanghere sempre sul nostro cammino e zero voglia di vivere. Vabbè...
Ma niente paura! Pare che i giapponesi abbiano un rimedio super efficace per mandar via il maltempo, il Teru Teru Bozu, la bambolina che scaccia la pioggia e richiama il bel tempo! Aggiungerei che è anche un rimedio molto kawaii😍
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Tipico del folklore giapponese, questa bambolina può essere realizzata in carta o stoffa bianca ed è diffusa soprattutto in campagna, dove la si può trovare appesa fuori dalle finestre, dalle porte oppure anche  agli ombrelli per scacciare la pioggia e allo stesso tempo richiamare il bel tempo (infatti "teru" vuol dire brillare, mentre "bozu" sarebbe il monaco buddista, cui rimanderebbe la testa tonda dell'amuleto).
Secondo la leggenda, l'uso del Teru Teru Bozu deriverebbe dalla sua capacità di impaurire Amefushi, lo spirito della pioggia. Amefushi si diverte a fare i dispetti ai bambini impedendo loro di andare fuori a giocare, ma la vista del Teru Teru Bozu lo spaventerebbe così tanto da mandarlo via! 

Realizzare la vostra bambolina scaccia pioggia è semplicissimo, ecco a voi l'occorrente:
  • stoffa bianca
  • filo di cotone
  • ovatta 
  • nastrino colorato
  • pennarelli
Prendete la stoffa e segnate il centro  da cui farete passare il filo di cotone usando un ago, questo sarà il gancio per appendere la bambolina. Adesso avvolgete la stoffa attorna ad un batuffolo d'ovatta (ma volendo potreste usare anche un qualsiasi oggetto sferico), e bloccate con il nastrino. Il corpo del Teru Teru Bozu è pronto, non resta quindi che disegnare con i pennarelli occhi e bocca. 
Non vi resta che appenderlo e aspettare il risultato: se il giorno dopo il bel tempo è tornato l'amuleto va ringraziato donandogli un campanellino dorato, e magari una bella passeggiata insieme a voi!😉
Invece se come me siete amanti della pioggia non temete, posizionate il Teru Teru Bozu a testa in giù e la pioggia arriverà!😄


Curiosità: in Giappone il Teru Teru Bozu è protagonista anche di una filastrocca per bambini che recita così:

Teru Teru Bozu, Teru Bozu, portami il sole domani
Se il cielo sarà sereno come lo sogno
ti regalerà un campanello dorato.

Teru Teru Bozu, Teru Bozu, portami il sole domani
se ascolterai le mie preghiere
ti donerò del sake dolce.

Teru Teru Bozu, Teru Bozu
portami il sole domani
se sarà nuvoloso ti staccherò la testa.


Teru-Teru Bouzu, Teru Bouzu, ashita tenki ni shite o-kure.
Itsuka no yume no sora no you ni
haretara gin no suzu ageyo.

 Teru-Teru Bouzu, Teru Bouzu,
ashita tenki ni shite o-kure.
Watashi no negai wo kiita nara
amai osake wo tanto nomasho.

 Teru-Teru Bouzu, Teru Bouzu,
ashita tenki ni shite o-kure.
Sore de mo kumotte naitanara sonata no kubi wo chon to kiru zo.

L'origine di questa filastrocca in realtà  è tutt'altro che allegra, e di certo non è adatta ai bambini, infatti pare che durante un periodo di forti precipitazioni in cui il raccolto si stava rovinando, un monaco promise ai contadini di riportare il bel tempo, ma a quanto pare non riuscì nell'intento ed essi  per punizione lo decapitarono. E' una leggenda non proprio accettata da tutti, io personalmemte preferisco pensare che il riferimento al bozu sia solo dovuto alla forma sferica della testa dell'amuleto, decisamente meglio, no?😄

Spero questa piccola leggenda giapponese vi sia piaciuta e che il Teru Teru Bozu vi porti tante giornate serene, a presto!

Sayoonara!😘






Karaage: pollo fritto alla giapponese






Ohayoo amici e bentornati nel mio blog!😘
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Oggi nuova ricetta made in Japan, il karaage, pollo fritto alla giapponese, una ricetta gustosissima e ottima da inserire in un bel bento! 😋
Il pollo fritto certamente è un must della cucina di tutto il mondo, ogni nazione ha la sua ricetta, quindi, voi direte, cosa rende questo pollo speciale? Prima di tutto la marinatura! Infatti i tocchetti di pollo, prima di esser fritti, vengono fatti macerare in un composto di salsa di soia, zenzero e aglio, ma sicuramente molto merito va anche alla panatura con farina e maizena...croccantezza assicurata! 
Il tocco finale? Una spolverata di sichimi togarashi (tradotto sarebbe "peperoncino ai sette sapori"), meglio conosciuto in Europa come nanami togarashi, un mix di spezie giapponesi composto da peperoncino rosso, pepe giapponese, sesamo nero e sesamo bianco, scorza d'arancia, alga nori e zenzero.


Dunque, presentazioni fatte, è il momento di passare alla ricetta! 😁

Ingredienti per 4 persone:
  • 500 g di cosce e sovracosce di pollo disossate
  • 3 cucchiai di salsa di soia
  • 2 cucchiai di mirin
  • 1 cucchiaio di sakè
  • zenzero fresco 
  • 1 spicchio d'aglio
  • 1 spicchio di mela
  • 3 cucchiai di farina 
  • 3 cucchiai di maizena
  • sichimi togarashi (reperibile nei negozi di alimentari etnici)
Procedimento:
Per prima cosa pulire il pollo, eliminare la pelle (o se preferite potete lasciarne una parte per rendere il pollo ancora più croccante), e quindi tagliatelo a tocchetti di circa 4 cm. Fatto ciò, è il momento di preparare la marinata: in una ciotola mischiate salsa di soia, mirin, sakè, aglio, zenzero e mela grattugiati; unite il pollo, mischiate bene in modo che ogni pezzetto assorba la salsa e lasciate a macerare in  frigo per qualche ora. Il tempo minimo sarebbe di due ore, ma se desiderate un sapore più delicato anche una sola ora andrà bene (nessuno vi vieta di farlo macerare anche per più di due ore, l'importante è tenerlo in frigo in modo che non  si rovini, otterrete sicuramente un pollo molto saporito). 
Passato il tempo prendete il pollo e passate ogni pezzetto nel mix di farina e maizena, impanate per bene e fate friggere in olio caldo, la temperatura giusta per ottenere una frittura perfetta è 180°, regolatevi dunque con un termometro da cucina (è importante non superare questa temperatura perchè l'olio risulterebbe troppo caldo, e vi ritroverete con un pollo bruciato fuori e crudo dentro, quindi occhio all'olio!). 
Servite il pollo caldo con una spolverata di sichimi togarashi e della maionese giapponese, ma il karaage è squisito anche freddo! 😉 

Itadakimasu!


⧫ un piccolo trucco: anche senza termometro da cucina è possibile capire se l'olio è ad una temperatura giusta. Se il pezzetto di pollo va a fondo l'olio è ancora troppo freddo, al contrario se rimane a galla l'olio è troppo caldo. Quindi per un'ottima cottura il pezzetto dovrà galleggiare a metà!😉
Anche per oggi è tutto, spero la ricetta si stata di vostro gradimento e vi do' appuntamento alla prossima!
Sayoonara! 😘

Cucina giapponese: le basi. Anko, la marmellata di fagioli azuki.




Konnichiwa amici! 😘
E siamo giunti al primo appuntamento dell'anno qui sul blog, quindi, quale modo migliore di affrontare l'anno, se non con una bella ricetta? 
Oltretutto quella di oggi la trovo particolarmente adatta all'occasione, in quanto l'anko, la marmellata di fagioli azuki, è un ingrediente onnipresente nella cucina giapponese tradizionale, soprattutto per quanto riguarda i dolci. A mio parere iniziare l'anno sapendo preparare l'anko (che in Italia, comunque, è pressochè impossibile trovare), può solo tornare a nostro vantaggio...da oggi più alcun ostacolo si opporrà tra noi e i dolci giappo!
Battute sceme a parte...quando ho iniziato ad avvicinarmi alla cultura giapponese, scoprire che la stragrande maggioranza di loro dolci fosse realizzata con questa marmellata di fagioli mi ha un po' spiazzata, e anche giustamente diciamo, in fondo da noi dolci e fagioli sono su due piani diametralmente opposti. Eppure è deliziosa, ha un sapore così dolce che risulta anche difficile credere sia fatta con i fagioli. Vedrete anche voi!😉

Quando si parla di anko non si può fare a meno di pensare ai wagashi, i dolci tradizionali giapponesi che accompagnano la cerimonia del tè, ma non è il solo suo impiego, infatti l'anko è usato anche nella preparzione di dorayaki, dango, taiyaki e manju
Esistono due tipi di anko:
  • Tsubusan, (tsubu sta per chicchi e an sta per anko). E' la versione meno lavorata, con i fagioli lasciati interi.
  • Koshian, (koshi viene dal verbo kosu→ filtrare). E' la versione più lavorata, in questo caso il composto viene frullato e il risultato è cremoso. 
Passiamo adesso alla ricetta, ma prima un appunto: per realizzare l'anko, l'ingrediente principale è senza dubbio il tempo! Armatevi di pazienza perchè il procedimento è lungo, richiede attenzione e precisione, però il risultato finale ripaga del tempo speso, quindi fate bene i vostri conti e godetevi poi il tempo che dedicherete all'anko! 
(Magari prima guardate "Le ricette della signora Toku", un film che è pura poesia, vedere con quanto amore questa vecchina, dall'animo puro e sognatore, si dedichi alla preparazione dell'anko vi farà innamorare!) 

Ingredienti:
  • 200 g di fagioli azuki
  • 200 g di zucchero (io personalmente ne ho usati 150g perchè non amo i sapori eccessivamente dolci)
  • un pizzico di sale
  • acqua
Procedimento:
Per prima cosa facciamo reidratare i fagioli mettendoli a bagno per una notte intera.
Passato il tempo, è il momento di passare alla cottura dei fagioli. Si inizia con un procedimento che i giapponesi chiamano shibunuki, che vuol dire "togliere il sapore amaro", ed è la parte un po' più complicata: i fagioli vanno fatti bollire per dieci minuti, si aggiunge a questo punto una tazza di acqua fredda e si fanno bollire per altri dieci minuti. Spento il fuoco, i fagioli vanno fatti scolare, si sciacquano e si fanno poi bollire per altri dieci minuti. Questo processo andrà ripetuto per altre due volte. 
Adesso i fagioli andranno riposti in un recipiente, coperti con il doppio dell'acqua rispetto al contenuto e vanno fatti cuocere per circa due ore, quando i fagioli risulteranno morbidi e si schiacceranno facilmente, allora sono pronti. A questo punto si riduce l'acqua e si aggiungono zucchero e sale, tenendo sul fuoco fino a quando il composto non risulterà lucido e si vedrà il fondo della pentola. 
L'anko è pronto per essere consumato, ma io ho preferito passarlo al setaccio per ottenere una marmellata liscia. Se non lo consumate subito riponetelo all'interno di un barattolo per conserve precedentemente sterilizzato e conservate in frigo, si manterrà per circa una settimana!
Itadakimasu

P.S. se aveste voglia di provare subito qualche ricetta con l'anko, vi lascio le mie ricette di daifuku mochi e dorayaki cliccando rispettivamente quiqui. 😉

Spero la ricetta sia di vostro gradimento, e alla prossima!
Sayoonara!😘

Nikujaga

Durante i lunghi e freddi mesi infernali, cosa risclada più di un buon piatto caldo che profuma deliziosamente di casa? Ogni famiglia ha...