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Zaru soba


Ohayo amici del Giappone, e bentornati sul mio blog! 
Esiste un piatto della tradizione che i giapponesi amano gustare durante le loro calde estati, si tratta dello zaru soba, tagliatelle di grano saraceno accompagnate da una salsa fredda a base di soia, mirin e sakè chiamata men-tsuyu e servite fredde sopra un piatto di bambù, lo zaru. Cosa rende tanto particolare questo piatto di spaghetti? Indubbiamente il modo di consumarli, anni luce dagli spaghetti all'italiana. Infatti la soba, rigorosamente fredda, viene prelevata dal piatto con le bacchette, intinta nella salsa e gustata! 
E' un piatto squisito, fresco e leggero,  a suo vantaggio aggiungo anche la rapida esecuzione, davvero non ci sono motivi per non provarlo! 😄
Quindi ecco a voi la ricetta e buona preparazione!

Ingredienti per 2 persone:
  • 150 g di soba 
Per la men-tsuyu:
  • 400 ml di acqua
  • 150 ml di salsa di soia
  • 50 ml di mirin 
  • 50 ml di sakè 
  • 1 pezzo di alga kombu
  • una manciata di katsuboshi 
Per accompagnare:
  • cipollotto fresco 
  • alga nori
  • wasabi
Procedimento:
Iniziamo preparando la salsa, che andrà servita fredda. In un pentolino versate l'acqua, la salsa di soia, il sakè, il mirin, l'alga kombu precedentemente sciacquata e il katsuboshi. Portate il tutto ad ebollizione e fate cuocere per circa 10/15 minuti in modo che si restringa un po'. A cottura ultimata filtrate e lasciate da parte a raffreddare.
Passiamo adesso alla soba. Mettete sul fuoco una pentola d'acqua (non aggiungete sale perchè la salsa è già parecchio saporita), e quando inizia a bollire versatevi la soba e fate cuocere per 6 minuti, o comunque secondo il tempo indicato sulla confezione. Scolatela e passatela sotto l'acqua fredda per qualche secondo.  
Come si serve la soba? Sistematela sopra un piatto rivestito da una stuoia di bambù per assorbire l'acqua residua (io ho usato la stuoietta per il sushi), in alternativa un normale piatto andrà benissimo, l'importante è che la pasta sia scolata benissimo. Versate la salsa tsuyu in una ciotola (ogni commensale dovrà avere la sua), intingetevi la soba e gustate (anche qui, come per il ramen, vale la regola del risucchio 😉), accompagnandola con del cipollotto fresco affettato e magari anche con wasabi e striscioline di alga nori, ad esempio io ho aggiunto anche della zucchina marinata per arricchire un po' la cena. A vostro gusto!

Itadakimasu!


Fun facts dal Giappone
 
Il Giappone è terra di tradizioni affascinanti quanto strambe! Rimanendo in tema di piatti estivi, avete mai sentito parlare di nagashi somen
Letteralmente "somen fluttuanti", vengono serviti in un modo davvero particolare e divertente. Viene costruito un sistema di condotti di bambù al cui interno scorre dell'acqua a mo' di fiumiciattolo. Dalla cima di questo condotto il cuoco, urlando "Ikuyo!" (state pronti!) verserà al suo interno i someni cotti insieme ad alcune verdure e i commensali, che nel frattempo si son posizionati ai lati del condotto, armati di ciotoline di men-tsuyu e bacchette dovranno catturare gli spaghettini e gustarli! Praticamente una guerra all'ultimo spaghetto! 😆




Matcha Ice Cream


Ohayo amici del Giappone! 😊
Qualche giorno fa, pregustando la libertà che avrebbe portato con  sè il mese di agosto, ho pensato ad alcune ricette perfette per un'estate in stile giappo. Una in particolare, oltre a stuzzicare da tempo la mia curiosità, si è rivelata perfetta per queste calde giornate: il matcha ice cream!
Famosissimo in  tutto il Giappone, ha un sapore caratteristico ed è molto rinfrescante, oltretutto pare essere uno dei gusti più amati dai giapponesi (che comunque in fatto di gelati hanno davvero dei gusti strani). 
Prepararlo in casa è davvero semplice, servono pochi ingredienti e può essere realizzato anche senza l'utilizzo di una gelatiera...ma se ne siete in possesso la cosa non può che andare a vostro vantaggio.

Ingredienti per circa 500 g di gelato:
  • 500 ml di panna fresca non zuccherata
  • 3 cucchiaini rasi di polvere di tè matcha
  • 100 g di zucchero
  • 1 pizzico di sale
Procedimento:
In un pentolino uniamo la panna, lo zucchero e il pizzico di sale, mescoliamo bene e portiamo a semibollore su fiamma bassa. Sempre mantenendo la fiamma bassa, uniamo al composto anche il matcha in polvere e con una frusta mescoliamo energicamente in modo che si sciolga. Facendo attenzione a non portare il composto a bollore, continuiamo a mescolare finchè il tè non inizierà a schiumare. A questo punto togliamo dal fuoco e facciamo raffreddare immergendo il pentolino in una casseruala con una acqua e abbondante ghiaccio (in questo modo raffredderà più velocemente.
Quando il composto sarà completamente raffreddato si potrà procedere in due modi. Versate il tutto in una gelatiera e azionate seguendo le indicazioni riportate sul macchinario.
Se invece, come me, non possedete una gelatiera versate il composto in una vaschetta d'acciaio per gelati e riponete in congelatore per quattro ore circa. Per fare in modo che si mantenga cremoso ed evitare però che si solidifichi in blocco e  importante controllarlo ogni ora e mescolarlo con un cucchiaio di legno o con lo sbattitore elettrico a velocità bassa.
Quando il gelato sarà pronto potrete servirlo semplicemente così, magari accompagnato da qualche lampone, oppure alla maniera giapponese accompagnandolo con marmellata di azuchi e mochi. Fatto sta che con questo gelato, i torridi pomeriggi non saranno più un problema!

Itadakimasu! 

Spero, come sempre, che questa ricetta vi sia piaciuta. Ma è solo la prima di una serie di ricette caratteristiche dell'estate giapponese...quindi, stay tuned!

Sayonara! 😘

Senbei: cracker di riso giapponesi


Konnichiwa amici del Giappone, e bentornati sul mio blog!

Caldo soffocante a parte, questa è l'estate meno estate di sempre, una serie di impegni ha fatto in modo che io e il mare quest'anno intrattenessimo un rapporto a distanza, e, nel breve tempo libero, la voglia di mettermi ai fornelli per sperimentare qualche ricetta giappo davvero fatico a trovarla.
Ma oggi un'eccezione! 
Conoscete i senbei? Sono i tradizionali cracker di riso giapponesi molto croccanti solitamenti serviti con l'immancabile tè verde. In commercio è possibile trovarne diversi tipi, da quelli dolci a quelli salati, serviti con alga nori e piccanti, cotti al forno o alla griglia e solitamente aromatizzati con salsa di soia e mirin. 

I senbei vengono tradizionalmente cotti alla griglia usando del carbone che viene aromatizzato.


Insomma, per uno spuntino pomeridiano sono niente male, una volta assaggiato il primo è praticamente impossibile smettere di mangiarli, difatti vi suggerisco vivamente di raddoppiare le dosi perchè con questa che vi proporrò i senbei sono durati inspiegabilmente poco...

Ingredienti per circa 15 senbei: 
  • 100 g di riso per sushi
  • 25 g di farina di riso glutinoso
  • 1 cucchiaino raso di sale
  • due cucchiai di olio di semi
  • 30 ml di acqua
  • nanami togarashi (facoltativo)
Per la glassa:
  • 2 cucchiai di salsa di soia
  • 1 cucchiaio di mirin
  • 1 cucchiaino raso di zucchero
  • 2 cucchiai di acqua
Procediemento:
Per prima cosa cuocete il riso con il consueto metodo giapponese, per chi ancora non ne fosse a conoscenza cliccate qui per scoprire questo fondamentale procedimento.
Nel frattempo preparate la glassa. In un pentolino unite tutti gli ingredienti e fate restringere a fuoco medio. Tenete da parte.
Una volta cotto il riso trasferitelo in un mixer, aggiungete la farina di riso, l'olio e il sale e metà dose di acqua, azionate il mixer e frullate per qualche minuto. Aggiungete a questo punto la rimanente acqua e frullate ancora per qualche minuto. Il risultato ottenuto sarà un impasto piuttosto colloso, trasferitelo in un recipiente e aggiungete il nanami togarashi (in alternativa potreste usare del sesamo nero o anche nulla, a seconda del vostro gusto) e amalgamate. 
Preriscaldate il forno a 200°. Per formare i dischi prelevate piccole quantità di impasto, formate delle palline grandi come una noce, posizionatele tra due fogli di carta forno e con l'aiuto di un mattarello stendete fino a raggiungere uno spessore di 2-3 millimetri. Posizionate i dischetti su una placca rivestita di carta forno e infornate a 200° per circa 15 minuti, o comunque fino a doratura. Non appena sfornati spennellateli subito con la glassa di soia e mirin precedentemente preparata. 
Se non li consumate subito vi consiglio di conservarli all'interno di un contenitore a chiusura ermetica, si manterranno friabili per 1 o 2 giorni. 

Itadakimasu! 

Spero che questa ricetta flash sia stata di vostro gradimento, e spero di potervi portare qualche bella ricetta estiva per ricreare un'atmosfera tipicamente giapponese! 😄

Sayonara!  😘

It's time to Ramen!


Ohayo amici del Giappone, e bentornati sul mio blog! 
Se c'è una cosa che ho capito è che gli anime, nella loro semplicità, trasmettono tantissimo della ricchissima cultura giapponese, soprattutto per quanto riguarda i cibi. Può sembrare banale ma il mio amore per questa terra ha inizio proprio con gli anime, quelli che trasmettevano tempo fa il pomeriggio, quando sedersi davanti alla tv a guardare i cartoni animati era il momento più bello della giornata. E che fame veniva quando facevano vedere quei piatti buonissimi! Invidiavo Andrea e Giuliano che facevano scorpacciate di okonomiyaki, desideravo mangiare onigiri viaggiando per il mondo alla ricerca di pokemon, e quando ero già cresciutella ecco giungere Naruto e il suo adorato ramen! la lista di cibi delizioni scoperti grazie agli anime non finisce mica qui, ma oggi dedichiamoci al ramen!


Di cosa si tratta? Di noodles serviti in un brodo di carne aromatizzato e accompagnato da nitamago (uova sode e fatte marinare in salsa di soia e mirin) e kamaboko (forse più conosciuto come naruto, panetti di surimi e pesce azzurro frullati a cui viene data la tipica forma a spirale). Da quando ho letto il manga del giovane ninja Naruto assaggiare il ramen è divenuto un imperativo categorico, e poterlo preparare per la prima volta è stato davvero emozionante!

Ma prima di passare alla ricetta, qualche cenno storico. Come molti piatti ormai entrati a far parte della cucina tradizionale nipponica, il ramen ha origini cinesi; pare infatti che già agli inizi del 1900 fossero diffuse piccole bancarelle ambulanti di negozianti cinesi che offrivano una zuppa di spaghettini in un brodo realizzato con carne e ossa di maiale. Dopo la fine del secondo conflitto mondiale il ramen ebbe la sua massima diffusione grazie ai tanti soldati giapponesi di ritorno dalla cina, ormai divenuti esperti conoscitori di questa zuppa. Oggi non serve dire che si tratta di uno dei piatti iconici del Giappone, e proprio a quest'ultimo spetta l'invenzione, nel 1958, del ramen istantaneo ormai diffuso in tutto il mondo. Se poi vi capitasse di fare un giro dalle parti di Yokohama non fatevi scappare l'occasione di fare un salto al Museo del Ramen! 😉


Per quanto sia buono è però indubbio che sia un piatto piuttosto complicato, non esiste una sola ed unica ricetta e quindi, se non si ha la possibilità di gustarlo in loco, prepararlo in casa probabilmente richiederà più di un tentativo per ottenere un risultato apprezabile (ma che a mio parere difficilmente potrà essere uguale all'originale, come in effetti è giusto che sia. Mica all'estero sanno fare la lasagna come la nostra, no!?). Comunque quattro sono le varianti principali:
  • shio: brodo chiaro e molto salato
  • tonkotsu: brodo scuro realizzato con ossa di maiale
  • shoyu: brodo marrone chiaro con pollo e verdure
  • miso: brodo a base di miso (diffuso soprattutto in Hokkaido)
Io, come prima volta, ho cercato di realizzare un ramen a base di miso, rimanendo quanto più possibile vicino all'originale (purtroppo il kamaboko l'ho omesso, proprio non sono riuscita a trovarlo), e il risultato non mi è dispiaciuto, e non vedo l'ora di rifarlo!
Prima di passare alla ricetta una piccola premessa. E' un piatto più semplice di quanto si possa immaginare, ma richiede un'ottima organizzazione del tempo (soprattutto per le uova che necessitano del tempo di marinatura). Detto ciò, mettete su qualche episodio di Naruto e godetevi la preparazione!
Ingredienti per 2 persone:
  • 250 g di lonza di maiale pezzo intero
  • 200 g di noodles
  • 2 uova 
  • 800 ml di acqua (per il brodo)
  • 2 cucchiai di pasta di miso
  • 2 cucchiai di salsa di soia
  • 1 cucchiaio di sakè
  • 1 spicchio d'aglio
  • 10 g di zenzero fresco grattuggiato 
  • olio di sesamo q. b.
  • 1 pezzo di alga kombu
  • sale e pepe q.b.
  • cipollotto fresco (la parte verde come guarnizione)
Per la marinatura delle uova:
  • 100 ml di acqua
  • 3 cucchiai di salsa di soia
  • 2 cucchiai di mirin
  • 1 pezzetto di zenzero fresco
Preparazione:
Visto il tempo necessario per la marinatura iniziamo preparando le uova. Mettete su fuoco un pentolino con con acqua e quando giunge a ebollizione aggiungete le due uova che da questo momento dovranno cuocere per 6 minuti esatti. Queste uova dovranno rimanere con il tuorlo piuttosto cremoso. Spento il fuoco prima di privarle della buccia fatele raffreddare in un recipiente di acqua e ghiaccio. Mentre le uova raffreddano preparate la marinatura: unite in una ciotola l'acqua, la salsa di soia, il mirin e lo zenzero; quando le uova si saranno raffreddate sbucciatele e ponetele dentro un sacchettino per surgelati, versatevi pure la marinatura e chiudete bene. Riponete in frigo per almeno otto ore, o ancor meglio per un'intera notte.
Passiamo adesso alla preparazione del brodo e della carne.
Per prima cosa leghiamo il nostro pezzo di lonza con dello spago da cucina, cospargiamo la superficie di sale e pepe e facciomo rosolare in una pentola dai bordi alti con due cucchiai di olio di sesamo. quando sarà ben rosolata trasferiamola in una teglia e completiamo la cottura in forno per circa quarantacinque minuti a 200°. A cottura ultimata fate raffreddare e poi tagliate a fette né troppo spesse né troppo sottili e tenete da parte.
Nello stesso tegame dove abbiamo rosolato la carne prepariamo il brodo del ramen. 
Versiamo quindi all'interno della pentola 800 ml di acqua, 2 cucchiai di olio di sesamo, 1 cucchiaio di sakè, 2 cucchiai di salsa di soia, 1 spicchio d'aglio, 10 g di zenzero grattuggiato e portate a ebollizione, a questo punto aggiungete anche il pezzo di alga kombu e continuate la cottura per 15 minuti. Spegnete il fuoco e aggiungete adesso la pasta di miso stemperandola all'interno del brodo con un colino. Tenete in caldo
Prepariamo i i noodles: mettete sul fuoco una pentola di acqua salata (non esagerata col sale però!), quando bolle versatevi i noodles e cuocete seguendo, per il tempo, le indicazioni riportate sulla confezione.
Mentre i noodles cuociono riscaldate il brodo (ricordo che tutto deve essere servito caldo) e aggiungiamo il miso stemperandolo con l'aiuto di un colino. 
E' il momentodi assemblare il ramen: prendete una ciotola dai bordi alti, alla base mettete i noodles ben scolati, versatevi poi il brodo filtrato fino a ricoprirli del tutto (circa due mestoli), completate aggiungendo due o tre fettine di carne (per scaldarle io l'ho saltata un po' in padella sfumandola con poca salsa di soia), l'uovo tagliato a metà e infine la parte verde del cipollotto tritata. 
Ricordatevi di servire il ramen caldissimo, e ricordate anche che oltre alle classiche bacchette il ramen va servito con un cucchiaio per il brodo, sentitevi poi liberi di produrre il classico suono da risucchio mentre lo gustate, in Giappone è segno di apprezzamento per il pasto che si sta consumando! 😆

Itadakimasu! 

E' uscito fuori un articolo più lungo del previto, ma d'altro canto il ramen è un piatto importante quindi la lunghezza è giustificata. Spero quindi sia di vostro gradimento e vi do come sempre appuntamento alla prossima! 

Sayonara! 😘


Chahan. Riso saltato giapponese


Konnichiwa amici del Giappone! 😊

Vi sono mai capitate quelle giornate talmente piene di impegni tanto che riuscire a trovare il tempo per sedersi a tavola e godersi in tranquillità un buon pasto pare improvvisamente diventato un'impresa impossibile? Ebbene, è più o meno la mia situazione attuale, ma alla bontà di certo non rinuncio! Ecco quindi dal Giappone giunge in soccorso dei nostri pasti frettolosi una ricetta furba e buonissima: il chahan, riso saltato giapponese!
Conosciuto in Italia come riso alla cantonese, come gran parte della cucina nipponica questo piatto trae origine dalla tradizione culinaria cinese, pare infatti essersi diffuso in Giappone a partire dal 1860 per opera di immigrati cinesi sbarcati a Kobe. 
Perchè furba? Perchè è davvero velocissima da realizzare, potrete usare il riso bianco avanzato (o farlo apposta tanto ne vale assolutamente la pena) e aggiungere praticamente qualsiasi ingrediente vi passi per la testa, il risultato vi assicuro sarà sempre eccezionale! 😄
Per quanto mi riguarda ho realizzato una versione molto semplice con pollo, cipolla, carote, piselli e uovo sbattuto, una cenetta Japan style davvero niente male!

Ingredienti per due persone:
  • 1 tazza di shiro gohan (per la cottura alla giapponese cliccate qui
  • 200 g di pollo (petto o fusi, io ho usato questi ultimi perchè meno stopposi del petto)
  • 1 cipolla piccola
  • mezza carota
  • 100 g di piselli lessi
  • 2 uova
  • sale e pepe
  • 1 cucchiaio di latte 
  • 2 cucchiai di salsa di soia
  • olio di semi q.b.
Preparazione:
Per prima cosa prepariamo l'uovo sbattuto: in una ciotola sbattete l'uovo con sale, pepe e il cucchiaio di latte. Ungete una padella con dell'olio di semi e mettetela a scaldare su fuoco medio, a questo punto versatevi l'uovo e mescolate continuamente con le saibashi, le bacchette lunghe utilizzate in Giappone per la cottura dei cibi (anche una normalissima forchetta andrà bene). Una volta pronto, mettetelo da parte.
Per il passo successivo dovrete affettare finemente cipolla e carota e tagliare il pollo a tocchetti piccoli. In una padella antiaderente mettete a soffriggere cipolla e carota, quando ben dorate aggiungete il pollo e fate rosolare fino a cottura ultimata.
A questo punto possiamo aggiungere al pollo il nostro riso precedentemente preparato (fate in modo che sia ben freddo), i piselli e l'uovo e far saltare il tutto fino a quando il riso non assumerà un colore bruno. Se è di vostro gusto potrete aggiungere adesso due cucchiai di salsa di soia per conferire ulteriore sapore, fate saltare per qualche altro minuto e spegnete il fuoco.
Servite il vostro chahan ben caldo!  

Itadakimasu!😄


Spero che questa ricetta semplice e veloce sia stata di vostro gradimento! Appuntamento come sempre alla prossima! 

Sayonara 😘

Prepariamo il sushi: hosomaki e uramaki


Konnichiwa amici del Giappone e bentornati! 😄

Dopo un bel po' di tempo oggi si ritorna in cucina con un piatto della cucina giapponese, anzi sarebbe meglio dire con il piatto per eccellenza che rappresenta il Giappone in tutto il mondo. Il sushi! 
Nonostante sia una cucina ricchissima, quando nella stessa frase vanno insieme le parole cucina e Giappone è innegabile che il primo pensiero vada proprio al sushi e oltretutto, come potrebbe essere altrimenti? Nella mia città i ristoranti di sushi superano quasi le pizzerie ormai...
Ora, non starò qui a dirvi cosa ne penso di tutta questa profusione di ristoranti giappo-cinesi, in linea di massima non mi dispiacciono e li frequento molto volentieri, la mia passione per la cucina nipponica è sbocciata proprio dopo aver assaggiato il sushi e dire che ne sono ghiotta è dire poco...ma bisogna ammettere che la qualità si paga davvero a caro prezzo (gli all you can eat li terrò fuori da questo discorso). 
La soluzione? Ovviamente prepararlo in casa! Tutto quello che vi serve è un pescivendolo di fiducia che vi procuri del buon pesce fresco rigorosamente abbattutto e il gioco è fatto! Essendo la prima volta che lo preparavo in casa ho deciso di mantenermi sul semplice preparando solo  
  • hosomaki: roll con alga nori all'esterno, riso e un solo pezzetto di pesce all'interno 
  • uramaki: roll con riso all'esterno, alga nori due o più ingredienti
Il risultato è ottimo, mi sono mantenuta sul fusion per accontentare un po' tutti i palati visto che ho coinvolto un manipolo di amici e alla fine erano tutti molto soddisfatti! Cosa da non sottovalutare, il vostro portafoglio vi ringrazierà commosso! 😉

Prima di lascirvi alla ricetta una piccola nota: il sushi è semplice da preparare, ma procuratevi la stuoietta di bambù perchè altrimenti arrotolarlo sarà un inferno!
Passiamo dunque alla ricetta!

Ingredienti per circa 4-5 persone:
  • 500 g di riso per sushi
  • 500 ml di acqua o poco più
  • 100 ml di aceto di riso (va bene anche l'aceto di mele nel caso in cui non doveste trovare quello di riso)
  • 60 g di zucchero
  • 5 g di sale
  • qualche foglio di alga nori
  • 1 filetto di salmone fresco 
  • 1 filetto di tonno fresco
  • mezzo avocado maturo
  • philadelphia
  • sesamo nero
Per accompagnare:
  • zenzero sotto aceto
  • wasabi
  • salsa di soia
Procedimento:
Prima di tutto bisogna preparare il riso con il classico metodo che troverete cliccando qui. Mentre il riso cuoce preparate il condimento scandando in un pentolino l'aceto con lo zucchero e il sale, senza far raggiungere il bollore.
Quando il riso sarà pronto versatelo in un recipiente largo e basso che non sia in metallo (io personalmente ne ho usato uno in terracotta) oppure se ne siete provvisti utilizzate l'hangiri, il tradizionale recipiente di legno di bambù che andrà prima bagnato con acqua fredda e tamponato con uno strofinaccio. Aggiungete il condimento precedentemente preparato e mescolate con un cucchiaio di legno in modo che venga assorbito uniformemente, nel frattempo aiutatevi anche con un ventaglio per fare in modo che il riso si raffreddi. Fatto ciò coprite il riso con un canovaccio umido e lasciate a riposare.
Passiamo a preparare il ripieno: tagliate i due filetti di pesce in striscioline spesse circa 1 cm e tagliate anche l'avocado a fette non troppo spesse.
E' giunto il momento di preparare il nostro sushi e per praticità vi consiglio di rivestire la stuoietta di bambù con della pellicola da cucina così da non sporcarla, preparatevi anche una ciotola d'acqua accanto perchè ogni volta che maneggerete il riso dovrete prima bagnarvi le mani.

Hosomaki
Tagliate un foglio grande di alga nori in due, poggiate una metà sulla stuoia con la parte lucida rivolta verso il basso, bagnatevi le mani con l'acqua e prelevate un po' di riso (poco meno di 100 g per roll) stendetelo sul foglio d'alga lasciando libero solo un po' del bordo superiore. Aggiungete al centro una strisciolina di pesce lunga quanto tutto il foglio tagliando via l'eccesso. Partendo dal bordo inferiore della stuoia arrotolate con delicatezza, fate pressione con le mani per compattare il tutto e fate attenzione che tutto il riso sia coperto dall'alga.
Bagnate la lama di un coltello (sempre per fare in modo che non si appiccichi) e tagliate il rollo in sei pezzi uguali. 

Uramaki
L'uramaki è il sushi un po' più scenografico, ma è comunque semplice da realizzare. Tagliate sempre a metà il foglio d'alga nori, e come prima poggiatela sulla stuoia con la parte lucida rivolta verso il basso, prelevate un po' del riso e stendetelo su di essa questa volta non lasciando alcun bordo libero e cospargete la superficie con del sesamo nero. Ora afferrate il foglio d'alga da una parte e capovolgetelo, adesso il riso sarà a contatto con la stuoia. Sull'alga spalmate la philadelphia, unite al centro una strisciolina di pesce (tonno o salmone a vostra scelta), e avocado. Adesso, afferrando sempre la stuoia dalla parte bassa, arrotolate con delicatezza e compattate. Bagnate la lama del coltello e tagliate il roll in sei parti uguali.
Continuate cos' fino a terminare riso e pesce e servite accompagnando con salsa di soia, wasabi e zenzero sotto aceto! 


So che può sembrare un procedimento lungo e complicato, ma in relatà è davvero molto semplice e vi basterà prendervi un po' di dimestichezza, ma il gioco vale davvero la candela perchè il risultato è davvero eccezionale! 😊
Spero quindi la ricetta sia stata di vostro gradimento e vi do appuntamento alla prossima!

Sayonara! 😘

Korokke e yoshoku: la cucina giapponese di ispirazione occidentale


Ohayo amici del Giappone e bentornati sul mio blog! 😊

Da quando mi sono imbarcata sul treno che porta alla scoperta della cultura e della cucina giapponese le sorprese sono state davvero tante. Da frequentatrice di ristoranti giappo ero ingenuamente convinta che per cucina giapponese si intendesse parlare solo di sushi...e invece no!
Quanti piatti meravigliosi ci riserba! 😍

Approcciandosi alla cucina nipponica subito si noterà una distinzione importante al suo interno tra washoku, la cucina tradizionale, e yoshoku che letteralmente è interpretabile come "piatto occidentale". Parlando di yoshoku è bene comprendere che, pur trattandosi di piatti di ispirazione occidentale, oggi fanno parte a pieno titolo della tradizione culinaria giapponese; infatti durante il periodo Meiji (1868-1912) per decreto imperiale la politica di isolamento cessò e questi piatti furono introdotti con l'idea che la maggiore prestanza fisica degli occidentali fosse dovuta anche alla loro diversa dieta. Ovviamente i piatti in questione subirono un adattamento e a determinati ingredienti occidentali di difficile reperibilità e prezzi non proprio alla mano si sostituirono prodotti locali.
Ecco così che negli yoshokuya, ristoranti specializzati, è possibile trovare omurice, ebi fry (gamberoni impanati nel panko e fritti), kasutera (un dolce molto simile al pan di Spagna), tonkatsu (cotoletta di maiale panata e fritta) e korokke (crocchette di patate), e gustarli sarà una goduria! 😁

Premessa a parte, oggi voglio proporvi proprio le korokke, buonissime polpette di patate con carne (ma se preferite potete anche ometterla la carne e realizzare una versione vegan friendly passandole nell'olio di semi anzichè nell'uovo) servite con salsa tonkatsu o con salse a vostra scelta, sono croccanti e buonissime e se voleste organizzare una serata a tema Japan vi consiglio di inserirle nel menù perchè saranno la gioia di chi con la cucina giapponese non va poi così d'accordo e poi sono davvero facili da realizzare! 😉

Ingredienti per circa 15 crocchette:
  • 500 g di patate lesse e sbucciate
  • 100 g di manzo macinato
  • 1 piccola cipolla 
  • 1 cucchiaio di salsa di soia
  • 1 cucchiaino di mirin (facoltativo)
  • sale e pepe q.b. 
  • olio di semi per friggere
  • salsa tonkatsu 
Per la panatura:
  • panko q.b.
  • fanina q.b.
  • 2 uova
Procedimento:
Iniziate col ridurre in purea le patate e mettetele da parte.
In una padella fate soffriggere la cipolla affettata molto finemente e aggiungete il macinato, fate rosolare fino a quando la carne sarà ben cotta. A questo punto aggiungetela alla purea di patate insieme a salsa di soia, mirin, sale e pepe e amalgamate il tutto per bene.
E' il momento di passare alla panatura. Aiutandovi con le mani formate delle crocchette dalla forma piuttosto appiattita e passate nella farina, nell'uovo e infine nel panko. 
Friggete le vostre crocchette in abbondante olio caldo facendo attenzione a mantenere costante la temperatura dell'olio (180°) in modo che non si brucino e che non assorbano troppo olio.
Servite ben calde per assaporare tutta la loro croccantezza e accompagnate con salsa tonkatsu o con altre salse a vostra scelta! 
Itadakimasu!


Anche l'appuntamento di oggi finisce qui, spero che questo breve exursus sulla cucina giapponese e la yoshoku sia stato di vostro gradimento e vi do come sempre appuntamento alla prossima! 

Sayonara 😘

Nikujaga

Durante i lunghi e freddi mesi infernali, cosa risclada più di un buon piatto caldo che profuma deliziosamente di casa? Ogni famiglia ha...